Laboratori accreditati

Sono al XVIII Congresso nazionale dei Chimici a Bologna. In più di un intervento è stata affrontata la norma ISO 17025, quella che serve ad accreditare i laboratori.

Non ho niente contro il diritto che tra privati ci si metta d’accordo sul rispettare certi principi. Se un’azienda cerca un laboratorio e chiede allo stesso che sia accreditato, perché opporsi?

Ma, dobbiamo trovare il modo di enfatizzare il ruolo del Chimico a cui, per legge, spetta l’attività professionale.

Art. 16 del Regio Decreto 1 marzo 1928 n. 842: le perizie e gli incarichi in materia di chimica pura ed applicata possono essere affidati dall’autorità giudiziaria e dalle pubbliche amministrazioni soltanto agli iscritti nell’albo dei chimici.

Dobbiamo quindi mettere i laboratori accreditati nella corretta prospettiva di fabbricatori di numeri. Dobbiamo batterci per evitare che nelle leggi e nei bandi delle pubbliche amministrazioni venga scritto che a fare l’analisi sia un laboratorio accreditato, perché ciò è contrario alla legge. Non c’è neppure da discutere su questo. L’atto professionale è del chimico non può essere di un soggetto giuridico.

Una cosa sono le leggi, una le norme volontarie, a cui la ISO 17025 appartiene. Non mi pare difficile da capire.

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