La testa nel pallone

Vivo vicino a Pisa e chi segue il calcio, non come me, avrà percepito che la squadra del Pisa Calcio, che milita in serie B, è in cattive acque. 

Non so nulla della vicenda, ne ho seguito qualche risvolto leggendo distrattamente i post su facebook di qualche conoscente tifoso. Ci sono, tra queste, persone rispettabilissime, persone di intelligenza acuta ma che di fronte a questa passione perdono il lume della ragione. Come quando qualche mese fa inscenarono una manifestazione che bloccò la stazione ferroviaria della città o quando leggo che avrebbero voluto impedire alla squadra di partire per una trasferta. 

Credo di essere una persona tutto sommato tollerante, ma queste manifestazioni fuori dalle righe non le tollero. Non come singole persone, ma come gruppo, questi conoscenti non farebbero mai una manifestazione per sensibilizzare la cittadinanza al fenomeno del femminicidio, per far capire ai ragazzi l’abominio rappresentato dal bullismo, per protestare contri la chiusura di una bibblioteca pubblica. E invece si strepita, ci si imbufalisce, si impegnano ogni settimana migliaia di cosiddette forze dell’ordine per 22 persone che giocano per farci divertire. Divertire, avete capito bene. Ma anche se fosse business, ci si può brutalizzare per il business di qualcun’altro? A loro non toccano nemmeno le briciole del business che c’è dietro. Eppure si incatenano, rovesciano cassonetti (mi sa che è per quello che se ne vedono sempre meno, altro che raccolta differenziata porta a porta). 

Datevi una calmata, riprendete a ragionare, fate arrivare ossigeno al cervello e togliete la testa dal pallone. È bella anche una partita tra Bellani eFreccia  Azzurra.