Formazione sulla sicurezza e RSPP

È giunto in dirittura d’arrivo l’iter per la revisione dell’Accordo Stato-Regioni del 2006 che definiva i percorsi formativi per i Responsabili dei Servizi di Prevenzione e Protezione, incarico che io svolgo per alcune imprese toscane.

Il testo, approvato lo scorso 7 luglio, ad oggi non è ancora disponibile. Pare tuttavia che ci siano diverse novità, tra le quali una alla quale avevo lavorato durante il mio mandato al Consiglio Nazionale dei Chimici, ovvero l’apertura ad altre classi di Laurea dell’esonero ad alcuni dei moduli formativi. C’è un allegato, l’allegato I, che indicherà l’elenco delle classi di Laurea (fino ad ora solo i laureati in Ingegneria erano esonerati, anche di branche dell’ingegneria che francamente niente c’entrano con la salute la sicurezza nei luoghi di lavoro).

C’è però un piccolo punto che rimane fuori, forse perché tra i tecnici che hanno lavorato a questo testo mancano i professionisti, ovvero coloro che lavorano poi materialmente sul campo. La parte che manca, ma che sarebbe opportuno integrare, riguarda il riconoscimento di questi corsi, come corsi che possano essere usati anche per la formazione continua professionale a norma dell’art. 7 del DOR 137/2012. Per questo ho scritto agli uffici legislativi coinvolti nella stesura di questo testo, la mail che trovate qui sotto.

In questi giorni abbiamo letto dell’approvazione in sede di Conferenza Stato-Regioni dell’Accordo finalizzato alla individuazione della durata e dei contenuti minimi dei percorsi formativi per i responsabili e gli addetti dei servizi di prevenzione e protezione, ai sensi dell’articolo 32 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni.
In attesa della pubblicazione del provvedimento vorrei farvi presente una criticità facilmente risolvibile.
Come ben sapete, molti professionisti iscritti in Ordini e Collegi, sono obbligati alla formazione continua professionale ai sensi dell’art. 7 del DPR 137/2012. È previsto che tutta la formazione svolta dai professionisti debba essere autorizzata dai Consigli Nazionali degli Ordini e dei Collegi. Tra queste attività di formazione/aggiornamento rientrano a pieno titolo anche le attività svolte per svolgere il ruolo di RSPP e regolate nell’emanando Accordo. Per questo motivo credo che sarebbe opportuno che il testo del provvedimento della Conferenza Stato-Regioni preveda un meccanismo di armonizzazione con il DPR 137/2012, e stabilisca in modo chiaro che le attività di formazione svolte dai professionisti ai sensi dell’articolo 32 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, siano automaticamente riconosciute come autorizzate, senza la necessità del passaggio formale presso i Consigli Nazionali degli Ordini e dei Collegi.
Certo che vorrete tenere in considerazione questa che è una necessità di semplificazione, vi invio i miei più cordiali saluti.