Quella merda di assassino di Vincenzo!

Ma perché leggo dell’ “ex fidanzato di Sara” e non della “merda di quell’assasdino di Vincenzo”? Perché in giro non vedo mai riprovazione sociale nelle parole usate per descrivere questi fatti?
Lo sapete che questa stessa cosa accade in Italia, ad opera dei nostri ragazzi, una volta ogni 3 giorni? 

Babbi, svegliamoci, perché è colpa di come educhiamo i nostri figli maschi. 

Crediti deontologici

Quando 3 anni fu decisi che con la formazione continua professionale non potevamo farci sfuggire l’occasione di “inviare” (qualcuno dice costringere) i colleghi a partecipare alle attività dell’Ordine, qualcuno disse che era una cosa inutile. Oggi a Firenze, abbiamo la dimostrazione che le cose si possono fare bene. 

La democrazia ha fallito

Se guardo al dibattito politico, non solo in Italia ma anche in Europa e in molti dei Paesi occidentali, mi rendo conto di quanto siamo caduti in basdo rispetto all’ideale platonico per cui il popolo partecipa direttamente, o tramite i propri rappresentanti, alle decisioni che riguardano tutti. La democrazia, apparentemente, sostiene che ogni voto conta, ogni idea ha la dignità di essere espressa e che se riesci a convincere tanti che la tua idea è giusta, questa diventa governo.

La mia impressione però è che, a causa delle azioni svolte da coloro che nel passato, e purtroppo in larga parte anche nel presente, abbiamo scelto come rappresentanti, la demagogia abbia preso il posto della competenza, dell’obiettività e la politica dell’uno vale uno in realtà aneli la trasformazione della democrazia in oclocrazia, il governo delle masse, il governo di coloro che scelsero Barabba. 

La democrazia ha perso. Meglio la aristocrazia, il governo dei migliori, anche se quando si è manifestata si è presentata come oligarchia, della quale gli aristocratici fanno parte per censo e non per capacità. Chi decide chi è migliore, è stata la domanda che mi è stata fatta? Difficile dirlo. Ma se volete la democrazia, allora che votino solo coloro ne sono capaci, chi sa cosa si sceglie, chi ha senso civico e non chi ha solo l’età per farlo. 

Non dare per scontato il linguaggio

Ieri sera ascoltavo, come mi capita di frequente, la trasmissione radiofonica TGZero su Radio Capital. Parlavano il direttore di Radio Capital Vittorio Zucconi ed il direttore di Repubblica Mario Calabresi, che ha fatto una riflessione sul genere delle cariche che mi ha fatto riflettere non poco.

Si diceva, esiste l’operaio e l’operaia, il contadino e la contadina, il maestro e la maestra, ma per le cariche di livello più alto (non mi soffermo sul fatto se sia effettivamente più alta la carica di un operaio da quella di un presidente), il femminile non esiste perché solitamente quelle cariche non erano ricoperte da donne. Ci dovremmo allora abituare a fare il femminile anche per cariche come quella di sindaca o avvocata, anche se al momento queste declinazioni ci suonano strane, perché ormai non dovrebbero esserlo più.

Mi sono quindi dato una pacca sulla spalla pensando quando qualche giorno fa, parlando della nuova composizione del Consiglio Nazionale dei Chimici, non ho avuto alcuna esitazione a chiamare colei che è stata scelta a ricoprire la carica più alta l’ho chiamata Presidentessa.

Acqua Pubblica

L’inchiesta di Lodi di cui si parla oggi ha degli aspetti singolari. C’è la copia dell’ordinanza di arresto del sindaco. 

Il sindaco avrebbe turbato l’asta per fare in modo che a vincere la gestione delle due piscine comunali scoperte fosse una associazione sportiva di cui il Comune  possiede il 90% delle quote. L’associazione permett la frequenza delle piscine e della palestra annessa facendo pagare ai lodigiani € 30 al mese. Senza turbare la gara avrebbero avuto ragioni per partecipare anche privati. I cittadini ne avrebbero avuto vantaggio?

Nel piccolo delle realtà che conosco, ci sono in queste condizioni le piscine pubbliche di Pisa e San Giuliano Terme.