Cosa pensereste se…

coloro che avete eletto per rappresentarvi in qualche organismo dicessero che non hanno tempo​ da usare per svolgere l’incarico al quale sono stati designati, a causa del fatto che essendo dei dipendenti di imprese private o pubbliche non vogliono certo utilizzare giorni di ferie da togliere ai propri bisogni personali e di famiglia?

E cosa pensereste se il vostro rappresentante dicesse che non vuol utilizzare la giornata del sabato per svolgere gli impegni a cui viene chiamato perché non vuol sottrarre spazio al suo tempo libero?

Infine cosa direste di un vostro rappresentante che dichiara di volersi occupare solo delle cose che gli interessano e che volesse scansare gli argomenti che non gli piacciono?

Io, prima di pensare che forse ho sbagliato a scegliere il mio rappresentante, mi chiederei anche perché quella persona si è candidata.

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Perché la gente odia la chimica?

Di mestiere faccio il chimico libero professionista, ovvero aiuto le persone e le imprese a risolvere problemi legati alla chimica, ovvero a tutto ciò che ci circonda. È un mondo, per me, talmente affascinante da metterlo in gran parte dei miei discorsi, oltre quelli che faccio nei corsi di formazione che tengo per gli imprenditori e per i lavoratori, per gli studenti delle scuole medie superiori e dell’Università. Parlo di chimica quando parlo con gli amici delle mie avventure sportive (i sali minerali che assumiamo per reintegrare la gran sudorazione delle corse fatte d’estate, il glicogeno che si consuma durante le maratone), quando spiego alle persone perché in una pentola a pressione i cibi cuociono prima, perché i miei dolci quando apro il forno non si sgonfiano, perché per pulire il pavimento di cotto si usa l’acido tamponato e non il muriatico. Con i miei figli giochiamo a battaglia navale sulle caselle della tavola periodica, posso far capire cosa sia il DNA di cui hanno sentito parlare a scuola e cosa sono gli OGM, perché per lavarsi il viso serva il sapone. E trovo la chimica divertente. Sono malato, dite?

Ma allora perché la gente ha paura della chimica? Perché ne avete paura, vero?

L’aggettivo chimico ci porta alla memoria immediatamente le parole veleno, tossico. Quante volte abbiamo detto di un certo alimento o di uno shampoo “ma questa roba è piena di sostanze chimiche”, volendo sottolineare che quella cosa è artificiale e non fa certamente bene alla salute? E non ci preoccupiamo, ma anzi incoraggiamo le cose che ci vengono proposte usando una frase senza senso come “privo di sostanze chimiche“! Io sono un buon ascoltatore della radio, ed in questi giorni gira una pubblicità di un noto formaggio a pasta dura prodotto con latte vaccino che sottolinea di essere fatto senza conservanti (nel prodotto dei concorrenti altrettanto famosi un conservante c’è e si chiama lisozima, quindi questa cosa ci può stare) e soprattutto senza additivi. Ma se poi indago e trovo che per la preparazione di questo gustoso formaggio si usa il cloruro di sodio (si, il normalissimo sale da cucina), che tecnicamente non è un additivo alimentare in quanto non ricompreso nella lista degli additivi alimentari, cosa devo dire? Che quella pubblicità non dice la verità? Sono sicuro che se chiedessi questa cosa all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato mi risponderebbero che con la frase “prive di sostanze chimiche” si intende “prive di sostanze chimiche di sintesi“. Ma davvero c’è una differenza? Io, che penso di conoscere un po’ la chimica, non ne vedo alcuna! Perché le sostanze chimiche di sintesi dovrebbero essere peggiori di quelle naturali? Perché l’additivo alimentare E300, acido ascorbico, dovrebbe fare male, mentre la vitamina C contenuta nel bicchiere di succo d’arancia appena spremuta dovrebbe far bene, dal momento che sono esattamente la stessa cosa?

La chimica è affascinante perché permette di sintetizzare nuovi materiali come un Lego molecolare, fatto di 104 mattoncini diversi, gli elementi. Mettendo le giuste sostanze in un calderone e mescolando si può ottenere tutto ciò che ci circonda.

Allora perché la chimica è così bistrattata tra tutte le scienze?

La biologia non ha contro nessuno, anzi ha un’aurea positiva: i prodotti dell’agricoltura biologica sono il meglio che si possa avere nei nostri piatti. Eppure oltre il 90% delle contaminazioni alimentari sono di origine biologica e non chimica. Quando, dopo l’11 settembre, venivano spedite negli uffici governativi le buste contenenti antrace, a nessuno è venuto in mente di associare alla guerra batteriologica il termine biologia. Quando nel 2011 ci furono 22 morti causati dai germogli di soia coltivati con i metodi dell’agricoltura biologica contaminati da Escherichia coli, nessuno ha messo in dubbio la  biologia.

E che dire della fisica? I quark, il bosone di Higgs, le onde gravitazionali hanno riempito per settimane e mesi i giornali, con le persone intente a cercare di capire quella materia affascinante. Nessuno ha associato alla fisica il male, anche quando la bomba atomica ha annichilito le città giapponesi e generato 200000 (duecentomila) morti. E la bomba atomica non è forse una questione di fisica?

Ma la chimica no. La chimica è sinonimo di inquinamento, veleni. Alì il chimico era il peggiore sanguinario assassino del regime di Saddam Hussein. Alì il chimico in realtà, come Saddam, aveva fatto poco più che le scuole elementari, ma siccome era un farabutto, dovendo associarlo a qualcosa di negativo, si è pensato bene di dargli il soprannome “il chimico“. E tutti ne hanno avuto una paura maggiore.

E pensare che senza la chimica e l’invenzione della dinamite non ci sarebbe il premio Nobel, che nacque proprio per la preoccupazione di Alfred Nobel che il suo nome venisse per sempre associato ad un materiale che provocava la morte!

Certo, la chimica può essere pericolosa, è inutile negarlo, così come pericolose possono essere la biologia e la fisica. Le sostanze posso bruciare, possono esplodere, corrodere,  avvelenare i pesci o danneggiare le piante. C’è una petizione che si trova online per mettere al bando il monossido di diidrogeno. Ci sono un sacco di ragioni per firmare questa petizione:

  1. può causare eccessiva sudorazione e vomito
  2. è il componente principale delle piogge acide
  3. può causare gravi ustioni nella sua forma gassosa
  4. l’inalazione accidentale può causare la morte
  5. contribuisce all’erosione
  6. diminuisce l’efficacia dei freni di un’automobile
  7. viene trovata nel corpo dei malati terminali di cancro

Chiedendo a 100 persone se fossero d’accordo sulla messa al bando del monossido di diidrogeno, 88 hanno detto di si, 11 sono risultati incerti, e 1 ha detto di no, riconoscendo che la sostanza è semplicemente acqua.

Ci sono storie incredibili dietro la conoscenza della chimica. Per esempio nel libro Favole periodiche si racconta di come fu messo a punto il processo di dissolvimento dell’oro.

Nel 1933, la persecuzione nazista degli scienziati ebrei in Germania stava spingendo molti di loro ad emigrare o a rifugiarsi in laboratori stranieri. Due premi Nobel per la Fisica, Max von Laue e James Frank, consegnarono le loro medaglie a Niels Bohr perché le custodisse presso l’Istituto di fisica di Copenaghen. Quando i tedeschi invasero la Danimarca, Bohr aveva già donato la sua medaglia ad un’asta di beneficenza per le vittime di guerra, ma voleva nascondere le due degli scienziati tedeschi. Le medaglie infatti avevano i loro nomi impresse, erano d’oro ed era vietato portare oggetti d’oro fuori dalla Germania.

Uno dei colleghi di Bohr a Copenaghen era il chimico ungherese George de Hevesy, che nel 1923 aveva scoperto l’Afnio. […] Mentre le truppe tedesche entravano in città decise di sciogliere le medaglie in acqua regia (con una certa difficoltà, raccontò poi, dato che si trattava di una notevole quantità di oro e persino questo forte acido faceva fatica ad intaccarle). I nazisti occuparono l’istituto e perquisirono a fondo il laboratorio di Bohr, ma non si presero la briga di accertarsi del contenuto delle bottiglie di liquido marrone su uno scaffale, che rimasero lì indisturbate fino alla fine del conflitto. A guerra finita Bohr poté mandarle all’Accademia Reale delle Scienze svedese , spiegando in una lettera cos’era successo; l’oro venne quindi recuperato e la Fondazione Nobel coniò due nuove medaglie per i due fisici tedeschi.”

Queste manifestazioni della conoscenza chimica dovrebbero alimentarne l’amore. Queste storie dovrebbero contribuire a combattere la chemiofobia!

 

 

 

Due cose che penso smetterò di fare

Oggi mi sono arrivate due telefonate ed ho già risposto a cinque e-mail riguardo al regolamento per la formazione continua dei professionisti chimici. È una cosa che si ripete in interrottamente da circa due anni tutti i giorni. In realtà siamo solo a metà giornata e forse i numeri possono essere destinati ad aumentare, perché spesso l’impegno su questo fronte è più rilevante. 

All’ultima mail ho probabilmente risposto in modo non gentilissimo, invitando il collega ad aspettare qualche giorno per porre la domanda a chi prenderà il mio posto nel CNC. 

Ho risposto a distanza di pochi minuti da quando ho ricevuto la richiesta, perché in genere non mi piace rimandare questo tipo di cose che altrimenti rischiano di farmi utilizzare un sacco di tempo che sottraggo al lavoro e agli affetti; mi è capitato spesso di rispondere di sabato e domenica. Non mi sono mai lamentato per questo e non comincerò certamete oggi. 

Ecco, questa è una delle cose delle quali tra qualche giorno non mi occuperò più. Un mio collega dell’ormai ex CNC ha comunicato che non essendo stato rieletto non svolgerà più nessun incarico che gli era stato assegnato come competenza. Io credo che sia corretto invece continuare a svolgere le cose che mi sono impegnato a fare fino a che il nuovo Consiglio non si insedierà. In quel momento probabilmente verrà assegnato questo incarico ad uno dei nuovi (forse quello che tirerà fuori la pagliuzza più corta 😄). 

Questo intervento sul blog verrà linkato anche nel numero 85 della newsletter del CNC, probabilmente sarete arrivati su questo articolo da lì. Il numero 85 sarà l’ultimo numero della newsletter fatto da me. Tutti i numeri usciti fino ad ora sono stati realizzati da me, alcuni con il contributo di Giuseppe Panzera, altri con il contributo di Segni&Suoni, l’agenzia che cura la comunicazione stampa del CNC. Non so, al momento, chi si occuperà di questo canale di comunicazione. 

Potrei continuare ad occuparmi di una delle due cose, o anche di tutte e due, se il nuovo CNC lo riterrà opportuno. Dubito che succederà, ma c’è la mia disponibilità per ottenere un incarico professionale per occuparmi di questi argomenti.

L’astensione non è un’opzione

Manca poco meno di un mese al referendum sulle cosiddette trivelle​. Personalmente mi sono già espresso sulla votare no a questo referendum.

Tuttavia penso che l’opzione di invitare i cittadini a non andare a votare, l’opzione scelta dal PD di astenersi, sia una scelta molto più che semplicemente sbagliata.

Il dibattito sull’articolo 75 comma 4 alla Costituente fu serrato e si parlò anche di questo. Non avere almeno il 50% di votanti potrebbe portare all’abrogazione di una legge, magari votata da una grande maggioranza del parlamento, da parte di meno del 25% dei possibili elettori. D’altra parte far prevalere le proprie convinzioni perché si sommano ai voti di coloro che vanno ad esprimere il proprio dissenso con i promotori del referendum alle persone che per mille motivi non andranno a votare è secondo me estremamente antidemocratico, seppur lecito.
Personalmente penso che sia sempre giusto battersi per far prevalere le proprie, piuttosto che giocare con la democrazia. Spero inoltre che questa non sia una mossa per indurre a pensare coloro che sono contrari alla riforma costituzionale che si voterà il prossimo autunno, che la loro contrarietà si potrà esprimere anche non andando a votare. In realtà il referendum confermativo, come sarà quello sulla riforma Costituzionale, non ha alcun quorum e quindi  varrà qualunque sarà il numero di votanti.

Rossi, arancioni e Verdini

Premessa. A me Denis Verdini ed Angelini Alfano fanno sch… non mi piacciono, ecco. 

Dopo la condanna in primo grado di Denis Verdini per concorso in corruzione (?) la minoranza PD sbraita sulla non ammissibilità che questo personaggio appoggi il governo, considerato il male assoluto. Giusto!

Purtroppo da vent’anni i risultati delle elezioni fanno si che i governi che nascono siano costituiti da accordi compromissori tra partiti che tanto d’accordo non vanno. I due precedenti all’attuale, presieduti dal prof. Monti e dal dott. Letta, erano sostenuti dal PD retto da Pierluigi Bersani (e Roberto Speranza capogruppo alla Camera dei Deputati) e dal Popolo della Libertà comandato da Silvio Berlusconi (con Denis Verdini coordinatore). Silvio Berlusconi, al tempo, era pluricondannato in primo grado e successivamente condannato in via definitiva. Quelli che all’epoca erano la maggioranza del PD e ora sono la minoranza, si turavano il naso, ed accettavano di governare con un postgiudicato. Uno di loro, tale Stefano Fassina, era addirittura sottosegretario. Non sempre la coerenza è una virtù, ma insomma a volte non guasta. 

Allora come si può risolvere la faccenda? Sicuramente andando alle elezioni. Unico problema, se si va a votare con la legge elettorale in vigore le cose non cambieranno. Occorre aspettare almeno il prossimo autunno perché entri in vigore la nuova legge elettorale che elimina (sulla carta almeno) le cordate di partiti, a condizione che in autunno venga approvato il referendum per la modifica della Costituzione con la trasformazione del Senato della Repubblica. Non c’è altra via per togliersi di torno Alfano e Verdini di questa. Guarda caso chi, all’interno del PD, sbraita adesso ha sbraitato anche contro la nuova legge elettorale e la riforma della Costituzione. 

Siamo sicuri che gli sbraitatori vogliano davvero così male al male assoluto?

Grazie Eugenio

Credo che più o meno a tutti faccio piacere ricevere dei complimenti. A me fa particolarmente piacere se i complimenti arrivano da qualcuno che stimo
particolarmente​ . Quindi grazie Eugenio.

Vedete, ieri sera mentre stavo cercando di metabolizzare la delusione per non essere stato confermato al vertice della categoria dei Chimici, ho riflettuto sui miei comportamenti in questi cinque anni, sull’impegno che io ed Eugenio, anche lui non confermato, abbiamo messo per onorare l’impegno al quale ci avevano assegnato, e ho provato a confrontarlo con quello di coloro che sono stati invece nuovamente eletti. Così mi sono venute in mente le prime parole che erano scritte nella costituzione sovietica: da ognuno secondo le sue capacità. Io la penso proprio così. Non a tutti si chiedono le stesse cose, perché ciascuno di noi è diverso dall’altro. Non mi meraviglia se io ho dato 10 ed una loro ha dato 1 se io potevo dare 10 e l’altro poteva dare solo 1. Se siamo degli esseri umani che valga la pena di chiamare persone, si deve dare secondo le proprie capacità, senza pensare alla possibile ricompensa. Gli altri ti giudicano e ti accorderanno eventualmente la ricompensa sulla base di quello che pensano sia giusto riconoscerti sulla base del loro giudizio. Quando si concorre ad una carica elettiva, e il risultato è inferiore alle proprie attese, non è mai colpa degli elettori se non raggiungi l’obiettivo. Non sono loro che non ti hanno capito, sei tu che non sei stato sufficientemente persuasivo. Certo dispiace, soprattutto se qualcuno ti aveva detto o ti aveva fatto capire, guardandoti,  che avresti avuto il suo appoggio e poi, allo stato dei fatti, quel voto non te l’ha dato. In questo caso particolare poi, la cosa buffa è che queste signore e questi signori (chi se ne importa dei loro nomi e cognomi?), evidentemente ignorando il fatto che le elezioni dei Consigli Nazionali sono con voto palese e non segreto, non sapessero che nella proclamazione inviata dal ministero venisse indicato esattamente chi ha votato cosa. Ora io capisco che chi mi aveva detto che mi avrebbe votato e poi non l’ha fatto, non abbia di me sufficiente stima e quindi non le/gli importi di aver fatto una figura di palta nei miei confronti. Però l’odore si sente da qui.

Ieri ho telefonato e scritto a tutti gli eletti, anche a quelli che hanno fatto campagna elettorale direttamente contro di me per timore che potessi ambire al ruolo a cui loro stessi ambiscono, per congratularmi con loro e fare loro i miei auguri per l’impegnativo incarico a cui sono stati chiamati. Non ho, veramente, nei loro confronti, alcun rancore. Io so di aver fatto tutto quello che era nelle mie possibilità per la mia categoria. È inutile che stia a ricordare le cose fatte perché tutti loro le conoscono; evidentemente non le ho fatte bene, nonostante l’impegno che ci ho messo. D’altra parte se non avessi fatto niente non avrei neppure sbagliato ed essere confermato perché non avevo fatto nulla, e quindi neppure fatto danni, non mi pareva un buon motivo per continuare.

Sono più dispiaciuto per Eugenio che per me, perché lui ha delle conoscenze e delle capacità che io non ho, e credo che la sua colpa sia solo quella di essere poco diplomatico. Proprio qualche giorno fa, durante una riunione di un gruppo di lavoro della rete delle professioni tecniche, tutti i presenti (ingegneri, architetti, agronomi, geometri, periti, ecc.) mi hanno fatto le sue lodi per la capacità di analisi e di proposta che ha manifestato all’interno di gruppi ai quali ha partecipato. Credo che non sarà facile sostituirlo, a differenza di me. Credo che se gli altri componenti dei tavoli della Rete si aspetteranno che chi sostituirà lui abbia le stesse capacità, rimarrà deluso. Ma non possiamo farci niente. Quando qualche giorno fa il Presidente uscente mi aveva fatto vedere degli exit poll dai quali risultava che io ero l’ultimo degli eletti e lui il primo dei non eletti, la mia reazione è stata allora io non accetterò l’incarico perché il CNC non può fare a meno di lui. Invece è andata che lui è comunque il primo dei non eletti ed io il secondo e da quella posizione non potrò fare alcunché.

Ho ricevuto in queste ore telefonate e mail da parte di alcuni di coloro che mi hanno votato (e so che è così perché il loro voto risulta nei documenti ufficiali) che si rammaricano della mia mancata elezione. Li ringrazio, ma ormai quel che è fatto è fatto.Come dice l’antico proverbio cinese, se c’è rimedio non ti arrabbiare, se non c’è rimedio non ti arrabbiare tanto le cose non cambiano.

I was fired!

Non sono risultato eletto nel Consiglio Nazionale dei Chimici che sarà in carica nel prossimo quinquennio. 

I 5 anni passati mi hanno sicuramente accresciuto dal punto di vista professionale ed umano facendomi conoscere persone interessanti ed intellettualmente stimolanti. Allo stesso modo ho avuto la possibilità di confrontarmi con argomenti rilevanti per la pratica lavorativa. Per questo ringrazio molto coloro che mi hanno permesso di fare questa esperienza. 

Faccio un in bocca al lupo a tutti i nuovi Consiglieri, in particolare ad alcune amiche ed alcuni amici, che saranno in grado, con le loro competenze e professionalità, di ben rappresentare la nostra categoria.