Astenuto

Siccome Renzi mi sta sugli zebedei, per fargliela pagare non vado a votare. Poi guardo i risultati del voto e vedo che, nonostante io e tutti quelli che danno ragione a me non siamo andati a votare, il partito di Renzi prende agevolmente la maggioranza dei voti. Deve essere successo che anche gli altri a cui Renzi sta sugli zebedei e che stanno sugli zebedei a me, non sono andati a votare.

Qualcuno ha fatto notare che in altre elezioni regionali riguardanti una o due regioni non concomitante con altre elezioni nazionali o locali (per esempio per l’elezione di sindaci) in media c’è stato un calo dell’affluenza pari a 20-25 punti percentuali.

Pochi hanno fatto notare che chi ha guidato la regione su cui tutti avevano puntato gli occhi è stata amministrata per un quindicennio da amministratori che potevano facilmente essere ricondotti ai dirigenti messi da parte da Renzi dopo la sua elezione alla segreteria del PD. Quegli amministratori che sono stati costretti alle dimissioni, quel ceto politico che ha visto 43 consiglieri su 50 avere a che fare con la giustizia per presunte appropriazioni indebite.

Gli amici di quegli amministratori ora ci dicono che il risultato elettorale non conta, non vale perché i votanti sono stati pochi. I votanti sono stati pochi per colpa vostra, cari compagni, e quelli che hanno ancora una speranza e credono nel cambiamento hanno scelto di continuare a sostenere il nuovo corso del PD.

Se sbagliate anche l’analisi politica post voto fate come quegli elettori, astenetevi dai commenti bischeri. Fatevene una ragione.

Io sono onesto?

È inutile negarlo, sono rimasto molto colpito e amareggiato dalle parole di Maurizio Landini. Non mi importa niente delle scuse che sono arrivate dopo. Quello che penso davvero sono le più prime parole.
Il motivo del contendere, si sa, è la riforma del lavoro. Personalmente, per quello che può contare, sono diversi anni che penso che il contratto unico possa essere la soluzione alla precarietà. Per mia fortuna ho a che fare con un sacco di ragazzi giovani. Ma la stessa cosa è però successo a me anche all’inizio degli anni 90, l’impossibilità di trovare subito un lavoro “sicuro”. Prima un lavoro per un anno e mezzo con contratto formazione, poi una serie di contratti nel quale figurava che io fossi un libero professionista. La precarietà del lavoro è una situazione che ho conosciuto ed è la situazione che normalmente oggi incontrano i giovani che vorrebbero entrare nel mondo del lavoro.
Dagli anni 90 ad oggi, 25 anni dopo, cosa è stato fatto nel concreto per trovare una soluzione a questa situazione? chi si è succeduto in questi anni nei posti nei quali si devono prendere delle decisioni a solo trovato nuove forme per incentivare la precarietà, tanto che quelli che normalmente vengono chiamati lavori atipici sono diventati gli unici lavori tipici.
Il sistema proposto da questo governo dà una risposta nuova al problema. Nuova nel senso che prima non è stata messa in campo tra le ipotesi reali. Per togliere alibi agli imprenditori per i nuovi contratti è prevista la possibilità che il licenziamento sia più facile. Nessun diritto viene invece tolto a chi nel mondo del lavoro c’è già con contratti a tempo indeterminato. Per quelli che oggi hanno i contratti precari non esiste protezione dal licenziamento, non esistono malattie, non esistono ferie.
Quindi perché lo sciopero? Perché le proteste con il sangue agli occhi? Quante volte hanno fatto sciopero per queste mancate tutele nei confronti di questi lavoratori? Non è che qualcuno è disonesto? Intellettualmente disonesto?