Opportunità

La vicenda di bosco, ormai ex presidente della regione Emilia-Romagna, è secondo me significativa del termine opportunità.
Non mi interessa entrare nel possibile dibattito giudiziario che non mi compete. In primo grado è stato assolto in secondo grado è stato dichiarato colpevole. Adesso lui ricorrerà in Cassazione. Vedremo come andrà a finire.
Ma l’opportunità è quella cosa per cui negli anni passati ci siamo indignati perché Paolo Berlusconi era nel business dei decoder per il digitale terrestre della tv e la decisione del passaggio dall’analogico al digitale fu presa dal più famoso fratello. Oppure di quella volta che ci siamo arrabbiati perché a vincere l’appalto per la fornitura delle protesi alle aziende sanitarie di una certa regione fu il fratello dell’assessore alla sanità.
Puoi non aver aiutato in nessun modo tuo fratello come non hai aiutato nessun altro tra i concorrenti allo stesso appalto/finanziamento/fornitura o cos’altro vi viene in mente ma lasci comunque il sospetto di averlo fatto. Non dare neppure questa impressione.
Non serve uscire dalla stanza quando si esamina la pratica di un tuo congiunto. In un regolamento che ho scritto per il Consiglio Nazionale dei Chimici ho messo la definizione di “posizione di incompatibilità” intesa come il legame economico inteso quale partecipazione all’utile o di rapporto di dipendenza, o il rapporto di controllo o il rapporto parentale sino al quarto grado tra il soggetto incaricato ed il soggetto destinatario della prestazione.
Quando agiamo occupando una posizione pubblica dovremmo avere ben presente la posizione di incompatibilità e parlare a tutti coloro che sono in relazione con noi di cosa vuol dire. Se questo volesse dire che mia sorella avrebbe difficoltà perché DEVE lavorare interagendo con l’ente di cui aspiro a ricoprire una carica forse dovrei desistere dal mio intento. Se mia sorella potesse fare i suoi affari lontanto dal mio ente li faccia lì e non venga a partecipare alle cose che possono dipendere da me.

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Senza prodotti chimici

Dl momento che non sempre è facile reperire e leggere articoli scientifici di riviste importanti soprattutto a causa della difficoltà della lingua (inglese scientifico), vi riporto la copia fedele dell’articolo apparso sul blog di Nature nel quale sono elencati i prodotti in commercio, divisi per tipologia merceologica, che sono senza prodotti chimici ovvero “chemical free” come dicono loro. Lo riporto perché la lista non è lunghissima quando invece la richiesta di questo tipo di prodotti è altissima.

Questo è l’elenco completo:

 

Adesso l’accordo

Leggo su più di un sito di notizie di utenti come me, quindi non commentatori professionisti, che dicono che adesso che il M5S vuol dialogare con Renzi cade il velo dell’ipocrisia di quanti hanno giustificato l’accordo con il delinquente Berlusconi. Adesso c’è la disponibilità di Di Maio a trattare quindi si buttino a mare mesi di incontri, smussature, rospi ingoiati e quant’altro per andare a mesi di incontri, smussature, rospi da ingoiare e quant’altro con il M5S. Dopo che per mesi avete detto che non avreste fatto accordi con nessuno, quando vi siete resi conto che il PD di Renzi ha il doppio dei vostri consensi allora volete dettare condizioni? Tra l’altro quelli che stanno tentando di intavolare le trattative sono coloro che siedono in Parlamento e mai un moto di avvicinamento c’è stato da parte di coloro che davvero comandano in quello pseudo-movimento.
Mi spiace, ma penso che non funzioni così. Che ci sia diffidenza nei confronti del secondo partito d’Italia mi pare quantomeno normale.
Oggi ci dicono che dei punti proposti dal PD 2 non sono però accettabili e chiedono che vengano cambiati: l’elettività del Senato (perché così avevano voluto i padri costituenti) e la rinuncia all’immunità parlamentare (che però avevano voluto proprio i padri costituenti anche se in una formulazione diversa da quella oggi in vigore).
Quella della elettività dei senatori è una obiezione che viene anche dai dissidenti interni quale Cuperlo, da alcuni appartenenti a FI e nelle ultime ore anche da Alfano. Quello che non capisco e mi piacerebbe che qualcuno mi spiegasse è però che differenza c’è tra eleggere il senatore direttamente quando si elegge il consiglio regionale e scegliere invece i senatori tra i consiglieri regionali eletti. Il problema pare essere questo più che sulle competenze che avrà il nuovo Senato. Mi pare che per mesi, anzi forse anni, ci siamo riempiti la bocca e la testa con il fatto che la politica costi troppo e sia necessario abbassarne i costi. Mi pare che la proposta Renzi vada esattamente in quella direzione. Il senatore già consigliere regionale non prenderebbe alcun emolumento in più per questa carica (salvo i rimborsi spese) mentre invece i senatori eletti di cui chiedono gli altri avrebbero diritto ad uno “stipendio” (lo dico male ma così ci capiamo tutti).
Sulla faccenda dell’immunità parlamentare credo che la volontà popolare dovrebbe essere seguita. Occorrerebbe però rileggersi i motivi che portarono alla sua introduzione. Marco Travaglio in un suo editoriale del 3 luglio ripreso da numerosi siti (tra cui quello dell’associazione Libertà e Giustizia) pone i paletti su questo “privilegio” ricordando che nell’Assemblea Costituente non si avevano certo in mente i corrotti che popolano oggi le pagine dei giornali. L’avere come senatori persone che sono state elette sindaco e consigliere regionale farebbe assumere questo privilegio a persone che per la Costituzione non dovrebbero averla. Ma invece per i senatori eletti andrebbe bene? Quando mi è stata insegnata l’educazione civica l’immunità parlamentare mi fu presentata come una cosa positiva, perché consentiva al parlamentare di essere tutelato nei confronti di un potere che avrebbe potuto costringerlo a non agire in coscienza quando fosse stato minacciato. Io credo che debba essere mantenuta salvaguardando lo stesso principio. Non è possibile che per non permetterne l’abuso da parte dei delinquenti si costringano gli onesti a non essere tutelati. È una questione di coerenza, di rispetto dei principi e di giustizia.

La tassa Siae

Questa roba della tassa Siae da pagare su tablet e smartphone è veramente intollerabile.
Cominciò tutto una quindicina di anni fa con la tassa sui CD. Si disse che era per compensare gli autori delle canzoni a causa dei download piratati delle canzoni. Quindi per punire che scarica illegalmente si puniscono anche coloro che invece pagano regolarmente le loro canzoni acquistate su iTunes o pagano un abbonamento a Spotify.
È come se facessimo pagare una multa di 365€ a chi acquista un’automobile perché tanto un eccesso di velocità prima o poi lo fanno tutti.
Far pagare una tassa Siae vuol dire comunicare a tutti che il download illegale invece si può fare, tanto è vero che non è gratuito ma pagato con la tassa. È questo che si vuol comunicare? L’era digitale va capita e non combattuta, si devono usare gli strumenti nuovi e non quelli partoriti nel 1800. Non si possono colpire gli onesti per prendere qualche disonesto. È un principio di civiltà.

I veri obiettivi della raccolta differenziata

Ci sono comuni che sbandierano orgogliosi i loro risultati sulla raccolta differenziata dei rifiuti. Fanno bene, visto che c’è un articolo, il 205 del D.Lgss. 152/2006, il cosiddetto Testo Unico Ambientale, che chiede ai Comuni (in realtà agli ambiti territoriali ottimali) di raggiungere alcuni obiettivi. Per dire il termine per il 2012 era del 65%. Ce l’hanno fatta in pochi e per questo alla Commissione Ambiente della Camera nel collegato ambientale alla legge di stabilità si sta studiando la modifica dell’articolo per rimandare il raggiungimento di quegli obiettivi. In realtà stiamo nascondendo il vero obiettivo. È bene che lo sappiamo e che lo sappiano anche i nostri amministratori che fino ad ora pare che questa cosa non l’abbiano compresa.

Sono stato in audizione alla Commissione ambiente della Camera per chiedere la completa abrogazione dell’articolo 205 del TUA in quanto fuorviante, e antagonista, con gli obiettivi europei di riciclaggio definiti all’articolo 181 del medesimo TUA. Infatti la raccolta differenziata è solo un mero mezzo e non può essere confusa e sostituita con l’obiettivo dell’effettivo recupero. Nessun obiettivo è stato posto nella Direttiva 2008/98/CE in merito alla raccolta differenziata mentre sono stati indicati gli obiettivi di preparazione per il riutilizzo, riutilizzo e riciclaggio. Questo obiettivo è quello che deve essere perseguito in conformità a quanto indicato anche dalla Decisione 2011/753/UE. 
Utilizzare la percentuale di raccolta differenziata per stabilire la percentuale di recupero è come valutare il grado di apprendimento degli studenti di una scuola basandosi sulle presenze e le assenze.

La raccolta differenziata nulla dice circa l’effettiva destinazione a recupero del rifiuto e obiettivi di raccolta sproporzionati e velleitari, quali quelli previsti dall’attuale norma italiana, portano, oltre che a maggiori costi, all’effetto paradosso di peggiorare la qualità del rifiuto raccolto e quindi una potenziale diminuzione dell’effettivo recupero che è il vero e unico obiettivo a livello unionale.

Quindi non sbandierare i risultati di raccolta differenziata ma cominciare a pubblicare quelli dell’effettivo recupero sarebbe ciò che dovemmo aspettarci da chi davvero ha a cuore l’ambiente e le sue risorse.