L’aggiunta

La Giunta comunale di San Giuliano Terme:

Certo che le voci che giravano in campagna elettorale sugli assessori in pectore (e ce n’erano ben più di quelli che era possibile nominare) si sono rilevate delle vere e proprie bufale. Ed è un bene, pare, che tutti coloro che sono stati espressi dal PD non siano esponenti del partito provenienti dal nostro comune. Par di capire che chi ha fatto la giunta (e mi risulta ci siano stati dei grandi vecchi al lavoro per riuscire in questa impresa e un non meglio precisato “romano”) non si siano fidati di nessuno di quelli che si sono presentati in lista e nemmeno di quelli che hanno lavorato per mesi per riuscire nell’impresa di vincere le elezioni nonostante i tanti malumori tra la gente. Bisogna essere esperti per riuscire a pescare delle brave e competenti persone quando ci si rende conto che queste caratteristiche tra i nostri non ci sono. Sono curioso di sapere come la prenderanno i circoli questa decisione all’indomani di comuniti stampa che apparivano belligeranti.
Mi era stato detto che non si poteva fare una giunta di “tutti nuovi”, senza neppure esperienza in consiglio comunale e invece è andata così, forse avevamo ragione, almeno su questo.
A me pare che chi da dietro le quinte tira le fila della situazione sangiulianese abbia deciso di commissariale il Comune. E quello che a me sembrava meglio evitare, ovvero di avere un governo comunale tecnico, si è esattamente palesato. Chi le prenderà adesso le decisioni politiche? Il PD di San Giuliano rappresentato in Consiglio Comunale dirà sempre si alla nuova Giunta come ha fatto nei 5 anni precedenti anche quando le proposte dell’opposizione erano manifestatamente buone (basta pensare alla questione dell’imu per le case concesse in comodato gratuito dal padre al figlio che fu bocciata salvo essere stata poi messa nel programma elettorale)? Oppure accadrà che gli eletti non sentendosi vincolati a volte punteranno i piedi? Ci sono persone in grado di farlo?
Al Sindaco sono andate le deleghe sull’urbanistica e sugli argomenti sui quali il suo competitor durante le primarie svolge l’attività professionale, parrebbe un affronto. Ma in realtà pare che queste deleghe siano state semplicemente congelate. Manca infatti un tassello nella compagine della Giunta, il sesto assessore; forse manca il nome del rappresentante dei “Democratici”, posto che non può essere preso da un assessore uscente visto che si è detto “tutti nuovi”. In fondo per lo stesso motivo uno del Partito che ha scalpitato per entrare nella compagine verrà accontentato con il posto di Presidente del Consiglio Comunale. Mi aspetto quindi che tra poco arrivi un nuovo incarico.
Le persone scelte non le conosco, non posso esprimere giudizi. I loro scarsi curricula pubblicati parlano bene. Faranno gli assessori a tempo pieno o part-time? Il Sindaco ha detto che lo farà a tempo pieno; vorrei anche vedere visto che la legge che regola la sua attività lavorativa non gli consente di fare il part-time. I liberi professionisti si possono permettere di “perdere” 5 anni della loro attività professionale per star dietro al nostro Comune? Non essendo il “loro” Comune sarebbe da capirli se decidessero di lavorare per noi solo a tempo perso magari dicendo che lo fanno per esigenze di bilancio.
Comunque lasciamoli lavorare, lo dico prima io.

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Volare, oh oh.

La vicenda degli aeroporti toscani mi lascia molto dubbioso. L’impressione che se ne ha leggendo gli articoli dei giornali, sui siti delle testate online ed i commenti sui social network è che più che le ragioni economiche stia contando il campanile e questo è insopportabile. Non mi pare di aver trovato una sola riflessiome economica sulla vicenda che vada al di là di un “Firenze deve avere il suo aeroporto potenziato perché è la capitale” (avete letto bene, sarà stato anche solo per 5 anni, ma per storia, cultura e nascita di persone importanti non può essere solo capoluogo) contro un “ma cosa vuoi che siano 80 km?” (tanto ‘un si devan fa mi’a noi?).
Da una parte c’è un aeroporto con 4 milioni e mezzo di passeggeri l’anno con una pista sulla quale atterrano voli intercontinentali (da New York e Shangai), dall’altra il progetto di una pista che non rischi di far atterrare gli aerei sull’autostrada.
Io mi chiedo, quali vantaggi avrebbe l’economia delle due città se non dell’intera Toscana dallo sviluppare l’aeroporto di Firenze a discapito di quello di Pisa? Lo sviluppo dell’aeroporto ha fini turistici o commerciali? La nostra regione ha maggiori chance economiche puntando sull’arrivo dei turisti o sull’arrivo dei businessman?
Se, come credo, il motivo è principalmente turistico mi chiedo cosa succede e cosa succederebbe se la maggior parte del flusso arrivasse da una parte e dall’altra.
A Firenze nel 2013 sono andati 12 milione e mezzo di visitstori. Gli ultimi dati che ho trovato sulle presenze di turisti a Pisa sono del 2012 e dicono di circa 1 milione e mezzo di persone che sono fermate in città. Questo dato a fronte di un numero di passeggeri che arrivano in aeroporto superiore a 4 milioni. Appare chiaro che Pisa ha un problema nel trattenere le persone che arrivano sul suo territorio. Persone che probabilmente un salto alla Torre lo fanno ma poi non pensano di dover passare altro tempo in città e emigrano da altre parti. Sarei curioso di sapere quanti di quelli che arrivano al Galilei sono diretti ad un’altra città d’arte come Lucca invogliati dalla vicinanza del luogo. È certo invece che oggi molti di quelli che atterrano a Pisa vanno direttamente a Firenze. A me pare probabile che se spostassimo questi arrivi da Pisa a Firenze le economie di Pisa e Lucca ne avrebbero delle conseguenze negative probabilmente non compensate, in termini globali, da un aumento di arrivi nel capoluogo: chi sarebbe stimolato ad andare da Firenze verso la costa?
Se il problema lamentato dai fiorentini è che per andare da una città all’altra ci vuole un’ora ovvero un tempo troppo lungo (per dire lo stesso che ci si mette dalla Victoria Station di Londra a Heathrow o da Fiumicino a Termini), figuriamoci quanto è più lungo fare il tragitto inverso.
Pisa, secondo me, sconta una incapacità delle amministrazioni di sviluppare un’offerta attrattiva che vada fuori della sola piazza dei Miracoli (per dire, la proposta delle biosfere che avevamo fatto nella campagna elettorale per San Giuliano Terme stimava un numero di arrivi non inferiore a 2 milioni, dati largamente sottostimati rispetto all’analogo parco inglese dal quale avevamo preso l’ispirazione) oltre ad alcuni errori strategici legati alle infrastrutture.
Nel 1983 fu aperta la stazione di Pisa aeroporto che collegava con la stazione di Santa Maria Novella dove era possibile fare anche il check-in. Peccato che il treno di collegamento fosse considerato come un qualunque treno regionale con 4 fermate intermedie, un affollamento improponibile nelle ore di punta ed una percorrenza di oltre un’ora. Ora quella stazione è smantellata per far posto al discutibile people mover, la percorrenza ferroviaria Firenze-Pisa centrale è diminuita a 49 minuti con il regione veloce a cui devono essere aggiunti 15 minuti di trasferimento in autobus per raggiungere l’aeroporto. Non mi pare un bel servizio per contrastare la critica al fatto che Pisa è lontana. Sono dell’opinione, e l’ho scritto due anni fa, che gli amministratori locali avrebbero fatto meglio ad investire quei soldi per l’efficentamento del collegamento ferroviario Pisa Centrale-Aeroporto, oggi si potrebbe mettere sul piatto della bilancia anche quell’investimento già fatto.
Rimane comunque la domanda: l’economia della regione avrebbe dei vantaggi maggiori a sviluppare Firenze o Pisa. Parliamone senza campanilismi? Abbiamo due facoltà universitarie di economia che possono sviluppare un modello di previsione sul quale ci potremmo basare. O anche queste baserebbero i loro giudizi sul fatto che i loro docenti tifano viola o nerazzurro? Può un territorio decidere le proprie scelte in base all’umore?
Su tutto questo si innesta la questione legata all’imprenditore argentino che dovrebbe garantire lo sviluppo organico dei due aeroporti. Non mi pare che la persona sia delle più affidabili. Come gli scegliamo questi partner? Quanto contano i giudizi derivanti dalle attività già svolte?
Se qualcuno mi indirizza verso le risposte gli sarò molto grato. Per favore astenersi tifosi, che tra l’altro io non sono né per l’una né per l’altra.

Houston, abbiamo un sindaco

L’ho scritto a caldo sulla mia pagina Facebook: “Siamo in democrazia. Non mi piace ma a SGT abbiamo un sindaco. Buon lavoro.

Devo dire che non mi è piaciuto molto il primo comunicato di ringraziamento del neoeletto. Secondo me dire “Ho ottenuto 26 punti di vantaggio sul mio avversario, la più grande differenza di questa tornata elettorale in Toscana” quando in questo comune dovrebbe già suonare un campanello d’allarme l’essere andati al ballottaggio è quantomeno incauto. Se a questo si aggiunge che il nuovo sindaco ha preso 2500 voti in meno al ballottaggio rispetto al primo turno mentre il suo avversario ne ha presi 1500 di più, secondo me quell’affermazione suona ancora più fuori luogo.

Chi dice che ha votato solo il 36% dell’elettorato e questo non legittima il nuovo sindaco dice invece una fesseria. In democrazia chi non esprime il suo voto perde un’occasione: se avessero voluto cambiare il risultato l’avrebbero potuto fare, contati i voti uno ad uno. Io ci ho provato ed infatti sono andato a votare anche per il ballottaggio.

Adesso comincia naturalmente la parte difficile. Già ci sono alcune voci sulla formazione della giunta. L’assessorato chiave, lo è sempre ma dopo quello che è successo anche durante la campagna elettorale lo è ancora di più, è quello al bilancio. Le voci che circolano parlano della possibilità che su quella scranna vada a sedersi un professionista della contabilità di un noto studio di commercialisti, un tecnico insomma.

Capisco cosa spinga la nuova amministrazione (e sarebbe stato così con molti di quelli che hanno partecipato alla contesa elettorale). Ma qui il problema non è quello di far tornare i conti ma quello delle scelte politiche che dietro quei conti si celano. La scelta di agire prevedendo la diminuzione di alcune tasse o di diminuire la qualità di alcuni servizi oppure quella di lavorare per incrementare i controlli su chi elude o fa dichiarazioni false per avere agevolazioni contando in una sostanziale impunità o di lavorare per ottenere le condizioni che portino un certo numero di imprenditori ad impiantare una attività economica con conseguente pagamento delle tasse nel nostro territorio sono scelte politiche e non tecniche. Lasciamo i ragionieri nei loro ottimi studi di ragioneria se non hanno in realtà una visione che va al di là dei conti.

Se si cominciasse così si comincerebbe già nel modo sbagliato. Io lo so che qualcuno di voi quando ha letto il titolo di questo mio intervento dentro la sua testa ha detto “Houston, abbiamo un problema”. È proprio così. Se si comincerà in questo modo avremo un problema. Tutti, non proprio a Houston.

Una risposta agli amici

Cari tutti, grazie per aver usato il vostro tempo, chi più chi meno, per manifestarmi la vostra opinione. Credo tuttavia che non sia più il tempo di credere a “ti giuro che sono cambiato”. Non a caso è d’accordo con me e la mia valutazione una donna.
Non voterei mai il candidato che voi vorreste che io votassi. Non lo voterei perché non mi piace il suo modo di pensare e il suo modo di comportarsi. Il partito a cui credo io non avrebbe mai permesso di arrivare a questa situazione.
Solo pochi mesi fa, mentre a livello nazionale il partito democratico finalmente si dava una svolta, a San Giuliano Terme la dirigenza del partito continuava a perpetuare il sistema ormai moribondo. Quel sistema ha generato i due candidati alle primarie che tutti conosciamo, nei quali poi stessi ti siete riconosciuti con grande difficoltà. Questo sistema continuerà a mettere nei posti della sotto-politica, alla Geste, in Geofor, in Acque, all’Ente Parco, ecc. i soliti vecchi e nuovi trombati messi lì solo per dar loro un contentino. C’è un solo modo per cambiare questo stato delle cose: il PD di San Giuliano deve stare fermo un turno. È successo a Bologna, città un po’ più importante della nostra, potrà succedere anche da noi senza che avvengano cataclismi. Il tempo giusto é adesso!

Il meno peggio

Oggi ho aperto una lettera che mi è stata recapitata in cassetta (la stessa lettera è arrivata in due copie anche a mia moglie) con la quale il prossimo probabile sindaco di San Giuliano mi invita a votarlo.
A parte un errore di battitura che sarebbe stato meglio evitare in una comunicazione di questo genere, sono stato colpito dalla prima frase. Vi si legge “… come il PD di Matteo Renzi dimostra …”. Il ricorso a questa frase è una cosa ridicola. Il tizio in questione ha fatto campagna e votato Bersani alle primarie del 2012 e Cuperlo a quelle del 2013. Fosse dipeso da lui il PD di oggi sarebbe ancora quel partito lì. Non si vergognano, lui e i suoi consiglieri, a tirare in ballo una visione del mondo che non hanno mai condiviso? A me questa cosa non piace e mi riconvince del fatto che questo signore non sia la persona giusta per quel cambiamento invocato da tutti, compresi quelli che c’erano prima.
Dall’altra parte purtroppo c’è un “improvviso”, uno che non ha idea di cosa voglia dire amministrare non dico un comune ma probabilmente neppure un condominio. La figura che ha fatto nel confronto a due di ieri sera ha dell’imbarazzante.
Nonostante questo ma consapevole del fatto che uno potrebbe imparare strada facendo mentre l’altro non ne ha le capacità, domenica andrò a votare. Non voglio essere complice dell’elezione di una persona per la quale non ho alcuna stima e anche se so che questa vincerà a mani basse voterò l’altro. Tanto a perdere le elezioni sono abituato.

La prima volta in Parlamento

Questa mattina sono andato alla camera dei deputati in audizione presso la commissione ambiente. Sono stato invitato in qualità di esperto ovvero come esponente del consiglio nazionale dei chimici.
Dovevo dare i nostri suggerimenti a proposito delle collegato ambientale. Si tratta di una norma che modifica per la 69ª volta il testo unico ambientale dal 2006, anno della sua emanazione.
Prima e dopo di me due gruppi di stakeholder.
Della trentina dei deputati che fanno parte della commissione erano presenti in quattro. Tempo a disposizione 10 minuti. Penso di averne usati circa 15. Al termine nessuna domanda.
L’impressione che ho ricevuto è che questa norma uscirà senza che a nessuno di quelli che ci potrebbe mettere penna venga il dubbio che tra le cose proposte ce ne siano alcune che hanno incompatibilità chimica oppure incompatibilità termodinamica può ancora che non rispettino i principi base a causa di una cattiva interpretazione degli aspetti tecnici.
Mi chiedo anche se non ci sia la consapevolezza che i rappresentati possano non sentirsi tali se la considerazione che sia il loro è così basso.