Cambio di prospettiva

All’indomani della elezione di Matteo Renzi quale segretario del partito democratico ci furono una serie di proposte tra cui quella di Cui si parla tutt’oggi ovvero quella sulla riforma elettorale. In due mesi ci sarà una nuova legge elettorale disse Renzi. Alcuni passi avanti nelle settimane successive sono stati fatti ma certo l’opposizione a quel tipo patto è arrivata da ogni parte. È chiaro a tutti che nel momento in cui ci dovesse essere una nuova legge elettorale si andrebbe immediatamente al voto.
Adesso che Renzi è al governo l’iter per la legge elettorale apparentemente potrebbe avere una accelerazione significativa. Credo invece che non sarà così. Il motivo sta proprio nel fatto che all’indomani dell’approvazione si andrebbe al voto. Ma questa ipotesi non sarebbe conveniente per quasi nessuno. I vertici del partito democratico stanno ancora riflettendo se andare al voto dopo questa svolta con il cambiamento del presidente del Consiglio sarà vista dagli elettori in modo positivo o penalizzante. Forza Italia sta riflettendo se andare al voto con Silvio Berlusconi affidato ai servizi sociali sia una buona scelta. Il nuovo centro destra sa benissimo che con Berlusconi ancora in giro non riuscirà a catalizzare che piccola fetta dell’elettorato.
Allora penso che Renzi potrà usare questa storia della legge elettorale per “riscattare” gli alleati e il suo stesso partito. Intanto c’è già riuscito con Pippo Civati.

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