Montare la rabbia

Con l’avvio della campagna pubblicitaria per l’apertura di un grande magazzino di mobili a Pisa che sta invadendo la città, leggo un sacco di commenti molto permalosi.
Guardate che state facendo solo il loro gioco. Oltre a farvi montare i mobili vi fanno montare anche la rabbia (peraltro immotivata).

Far evolvere le idee

In una mia precedente vita ho intervistato Franco Battiato per Radio Ulisse. Tra le varie cose gli chiesi cosa voleva dire quella canzone che dice “cerco un centro di gravità permanente”. La sua risposta mi spiazzò. Ci rimuginai a lungo e anche oggi a volte ci penso.
Si può cambiare idea? Le idee si formano da sole o vengono fuori dal confronto con altri?
Devo dire che non infrequentemente capita che cominci la mia riflessione pensando a quale sia la cosa giusta ma dal confronto con gli altri poi giungo ad altre conclusioni. Spesso questa cosa dipende dall’aver considerato punti di vista ai quali in precedenza non avevo fatto caso.
Le cose, le situazioni evolvono e i centri di gravità non possono mai rimanere permanentemente gli stessi. Per questo la critica fatta a taluni sulla mancanza di coerenza la trovo a volte inopportuna.
Sono quindi disposto a ascoltare o a leggere qualcuno che mi spieghi il modo secondo me assolutamente inadeguato nel quale in questo momento vengono condotte le primarie nel comune di San Giuliano Terme.
Definite nella serata del 19 febbraio ci sono meno di tre settimane per capire la differenza tra i tre candidati. Uno di questi ha detto peste e corna dell’amministrazione che ha guidato il Comune fino ad ora ma poi al momento della candidatura si è alleato con chi ha causato quei disastri. Uno ha detto che non ha intenzione di pubblicare il suo programma se non dopo l’effettuazione delle primarie. Del terzo invece non vogliono dire niente perché mi ha minacciato telefonicamente nel caso dica qualcosa di lui.
Visti i pochi giorni a disposizione mi sarei aspettato dalla coalizione che organizzasse una serie di incontri, magari nelle frazioni più popolose, nei quali mettere a confronto i tre. Invece ognuno va per conto proprio. Uno va e racconta agli astanti che darà agli abitanti di quella frazione due assessori facendo finta di dimenticarsi che al massimo gli assessori potranno essere 6 e le nostre frazioni una ventina. Uno organizza un’assemblea alla quale si presentano in quattro (i gatti erano di più). L’ultimo ha capito di avere buone chances nonostante parta come candidato più svantaggiato.
No, io non posso stare in un partito che è diventato così. È un’idea che si è evoluta nel tempo ed è basata su un centro di gravità, il rispetto di me stesso.

Netiquette

Ci sono delle regole anche nel mondo di Internet che secondo me è bene che conosciamo quando se ne fa uso.
Per esempio quando si arriva in un forum di un argomento che ci interessa prima di postare il nostro intervento sarebbe bene leggere quelli che hanno postato gli altri. Questa attività si chiama, con un brutto neologismo, lurkare.
Allo stesso modo occorre conoscere quali sono i significati delle emoticons e delle abbreviazioni, altrimenti si rischia di travisare completamente quello che si legge. Se metto un 😉 ti sto facendo l’occhiolino sorridendo, se scrivo ROTFL ti sto dicendo che mi rotolo sul pavimento dalle risate (Rolling On The Floor Laughing).
Se scrivo un messaggio TUTTO IN MAIUSCOLO vuol dire che sto urlando, probabilmente arrabbiato.
Chi vuol capire capisce. CAPITO?

Secondo me lo sanno

Sì, secondo me lo sanno quelli del partito democratico di San Giuliano terme e forse lo sanno anche gli alleati che alle prossime elezioni non vinceranno.
Non si potrebbe spiegare altrimenti la scelta di fare mutuo con la cassa depositi e prestiti di € 4.200.000 da restituire in 15 anni prima rata a gennaio 2015. Questi tenteranno di far persi durante la campagna elettorale andando a coprire qualche buca compresa apparentemente anche qualcuna di quelle di bilancio scaricandone gli oneri sulla amministrazione futura che si troverà ammanettata da questo passaggio.
Di rosso non vi è rimasta nemmeno la faccia coperta di vergogna.

Brave persone

Esattamente una settimana fa alcuni miei compagni di avventura della lista civica Impegno e Soliderietà hanno incontrato gli esponenti delle forze politiche di centrosinistra del comune di San Giuliano Terme riuniti su nostra iniziativa.
Quando gli appartenenti al PD, SEL, socialisti (esistono ancora) e all’Italia dei Valori (siete sorpresi quanto me a sentirli nominare) si sono seduti al tavolo con noi, Rifondazione Comunista ed i Comunisti Italiani ci hanno detto che qualche minuto prima avevano trovato un accordo per andare insieme alle elezioni e fare le primarie per la scelta del sindaco il prossimo 9 marzo.
Questo è il clima che c’è dalle nostre parti. La mancanza di rispetto degli altri è all’ordine del giorno. Io, in minoranza nel mio gruppo, non avrei voluto fare l’alleanza con il PD già dal primo giorno in cui mi sono impegnato ma il fatto di arrivare al tavolo del confronto con le cose già fatte e per le quali avremmo solamente dovuto ratificare le decisioni prese da altri ha fatto si che unanimemente decidessimo di prendere un’altra strada.
Non capisco come personaggi navigati della politica locale non si rendano conto del malcontento che c’è tra i cittadini della nostra città. Faranno mai la spesa nei negozi o al supermercato ed ascolteranno mai come si esprimono le persone appena butti lì una frase su come ha lavorato il comune negli ultimi 5 anni? Non hanno visto anche alle elezioni di un anno fa (erano politiche ma proprio alle politiche di solito prendono più voti) tutti insieme sono rimasti sotto il 40% dei voti? Non hanno la percezione che almeno 2 dei 3 candidati alle primarie sono estremamente divisivi per motivi diversi e non sovrapponibili e che quindi presumibilmente la vittoria dell’uno porterà all’alienazione dei voti di gran parte degli altri?
Non sono un gran esperto di politica ma dubito che gli esperti della città abbiamo il polso di quello che sta succedendo nella periferia. Questa volta a San Giuliano Terme le elezioni del sindaco andranno al ballottaggio e l’8 giugno quello che succederà sarà una svolta storica in questo comune amministrato ininterrottamente dalla stesso gruppo.
Per riuscire in questa impresa serve la collaborazione di molti. Oltre a noi stanno organizzandosi altre liste civiche. Con una di queste non abbiamo niente da spartire, con altre credo che sarà facile, se vogliamo, trovare un accordo. Apparentemente un’alleanza anche con i partiti della cosiddetta sinistra radicale ci porterebbe i voti di uno zoccolo duro che vota quella parte qualunque cosa succeda ma potrebbe allontanare la massa dei cittadini stufi dei partiti. È una valutazione difficile da fare che uno come me non avvezzo a queste cose fatica a valutare con obiettività. Però io una decisione l’avrei presa.

Dirigere

Sul dizionario Treccani uno dei significati è questo: guidare, regolare l’andamento, o essere a capo di qualcosa.
Allora vorrei dire a quelli che in queste ore hanno commentato “ma lui è un dirigente di un partito” che l’essere nell’assemblea comunale o provinciale di un partito non ti fa essere dirigente di niente. Io sono stato nell’assemblea comunale del PD da fine 2009 al 2012 come rappresentante di quella che fu la mozione Marino. In questo periodo non sono certamente stato dirigente del partito e probabilmente neppure un attivista. Il fatto di aver ricoperto il ruolo di assessore nel 1980 senza aver ricoperto più alcun incarico pubblico nei 30 anni successivi non credo che possa definire un dirigente.
Personalmente io credo che farà molto bene.

Cambio di prospettiva

All’indomani della elezione di Matteo Renzi quale segretario del partito democratico ci furono una serie di proposte tra cui quella di Cui si parla tutt’oggi ovvero quella sulla riforma elettorale. In due mesi ci sarà una nuova legge elettorale disse Renzi. Alcuni passi avanti nelle settimane successive sono stati fatti ma certo l’opposizione a quel tipo patto è arrivata da ogni parte. È chiaro a tutti che nel momento in cui ci dovesse essere una nuova legge elettorale si andrebbe immediatamente al voto.
Adesso che Renzi è al governo l’iter per la legge elettorale apparentemente potrebbe avere una accelerazione significativa. Credo invece che non sarà così. Il motivo sta proprio nel fatto che all’indomani dell’approvazione si andrebbe al voto. Ma questa ipotesi non sarebbe conveniente per quasi nessuno. I vertici del partito democratico stanno ancora riflettendo se andare al voto dopo questa svolta con il cambiamento del presidente del Consiglio sarà vista dagli elettori in modo positivo o penalizzante. Forza Italia sta riflettendo se andare al voto con Silvio Berlusconi affidato ai servizi sociali sia una buona scelta. Il nuovo centro destra sa benissimo che con Berlusconi ancora in giro non riuscirà a catalizzare che piccola fetta dell’elettorato.
Allora penso che Renzi potrà usare questa storia della legge elettorale per “riscattare” gli alleati e il suo stesso partito. Intanto c’è già riuscito con Pippo Civati.