Riforma della giustizia

Ma vogliamo parlarne? Pare davvero che sia la priorità del Paese, non perché le nostre carceri sono sovraffollate, occupate, come sono, per il 130% della loro capienza, ma per il problema di uno. Uno in più non cambierebbe la situazione, anzi in questo caso andrebbe in una delle sue mega ville!
Parliamone invece seriamente. In passato ho già detto che io sarei per la separazione delle carriere, che era una cosa che si diceva a sinistra prima dell’arrivo del cavaliere. Deve essere a tutti chiaro che quello che loro si ostinano a chiamare “giudice” è in realtà il Pubblico Ministero, quello che imbastisce la causa contro colui o coloro che ritiene abbia o abbiano commesso dei reati. Quando viene a conoscenza di una notizia di reato (un furto, per dire, come chi commette chi si macchia del reato di evasione fiscale) fa le sue indagini per raccogliere le prove per dimostrarlo.
Poi c’è davvero il “giudice” ovvero colui che giudica i fatti così come esposti dal pubblici ministero sulla base delle prove raccolte ed ascoltato l’avvocato difensore che giustifica i comportamenti dell’accusato e dimostra la sua innocenza, emette una sentenza di assoluzione o di colpevolezza. Sono due persone, due funzioni, completamente diverse ma se continuiamo a chiamarle entrambe “giudice” chi ha interesse a non far capire come stanno le cose riuscirà ancora a chiamare degli ignoranti nelle piazze contro i giudici. Questi “giudici” non devono avere niente a che vedere l’uno con l’altro né nominalmente né sede ed ufficio. Io non sarei contento di sapere che il giudice che mi giudica, ieri ha fatto colazione con chi mi accusa. La pensavo così da piccino quando si litigava tra bimbi e per decidere chi aveva ragione non si andava dal padre o dalla madre di uno di noi ma al limite dalla maestra.

L’altro cavallo di battaglia della destra invece è l’invocazione del modello americano in cui i pubblici ministeri vengono eletti dal popolo. Cioè, fatemi capire, state blaterando contro i giudici (pubblici ministeri) politicizzati eppoi volete farli eleggere in modo politico dal popolo? Mi pare una contraddizione grossa come una casa. I giudici oggi diventano tali in quanto vincitori di pubblico concorso a cui tutti (che abbiano la laurea giusta) possono partecipare. Le loro idee politiche in fase di selezione non vengono prese in considerazione. Questo garantisce che non ci sia a priori commistione con il potere esecutivo e legislativo. Perché il potere giudiziario è il terzo potere del nostro Stato, così riconosciuto nella nostra costituzione con le loro indipendenze reciproche, anche se pare che qualcuno lo scopra solo adesso. Se qualcuno avesse intenzione di proporre questo spieghi a tutti noi come saremmo maggiormente garantiti rispetto al modello attuale. Io lo so perché lo propongono. Lo propongono proprio perché vogliono una magistratura politicizzata in cui il giudice eletto dallo stesso popolo che ha eletto quel rappresentante politico ad una carica dello stato magari grazie proprio all’apporto solidale dell’uno per l’altro mai inizierebbe una causa contro il suo sodale politico. Immaginate come giudicherebbe il giudice Nitto Palma un reato contestato a Berlusconi o il giudice Anna Finocchiaro un reato contestato a Pierluigi Bersani. No, scusate, non sono d’accordo a meno che non riusciate a farmi cambiare idea.

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