So chi è quello che deve passare

La polemica di oggi sul concorso a Firenze per il quale chi di dovere dovrà dare delle spiegazioni indipendentemente da chi sia e quale ruolo ricopra direttamente o indirettamente mi fa fare una riflessione sulla legittimità di questo tipo di concorso.
Purtroppo tutti i concorsi che prevedono la redazione di un tema a partire da una traccia, qualunque sia la traccia richiesta, si presta ad essere truccato. Basta che esaminato ed esaminatore si mettano d’accordo sulla frase con cui cominciare il componimento e il tema non sarà più anonimo.
Il metodo più difficilmente attaccabile sotto questo punto di vista è il test con risposta a scelta multipla i In cui risultati siano letti automaticamente. Anche questi non sono esenti da difetti come ha dimostrato uno degli ultimi nel quale la griglia delle risposte dare a chi doveva correggere era sbagliata. Si tratta di test molto difficile da preparare che richiede alla commissione che li somministra un lavoro precedente all’esame fatto con grande accuratezza. Spesso la parte più difficile è trovare le risposte sbagliate alle domande senza cadere nel banale. Certo che non si può usare di tutte le situazioni, come quelli dove si deve valutare la capacità di elaborazione del pensiero ma si possono trovare soluzioni anche per quello. Però i risultati sono obiettivi, l’esaminato non potrà dire io sto antipatico a chi mi sta giudicando.
Quando leggo di studenti delle scuole medie inferiori e superiori che si oppongono ai test dell’Invalsi rimango sempre molto stupito mentre invece capisco l’opposizione dei professori. Mentre infatti gli uni si sentono giudicati e non vogliono esserlo, gli altri vengono esaminati in forma anonima. Se nel corso degli anni i risultati peggiorano questo tipo di test dimostra incontrovertibilmente che le politiche dei tagli perseguite dai governi nel corso degli ultimi anni sta dando risultati fallimentari ed occorre inverire la rotta. Se invece lasciamo che le decisioni sugli investimenti nella scuola rimangano legati a pensieri non misurabili chiunque potrà alzarsi e dire “maestro unico” o “aboliamo i licei” trovando estimatori e detrattori che si scontreranno ad armi pari e negli ultimi anni ha sempre prevalso il portafoglio sul sapere da condividere. Boicottare questo strumento vuol dire avallare queste politiche. Vuol dire rimanere con concorsi costruiti con il metodo del tema nel quale se non sei il fortunato prescelto non riuscirai a far valere le tue competenze.

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