Essere sociale

Si fa un gran parlare in questi giorni della possibilità che ciascuno di noi ha di dire e far ascoltare in tutto il attraverso i social network. Se ne parla insistentemente da quanto Enrico Mentana abbandonato Twitter. Nessuno di noi è obbligato a stare su Facebook o su Twitter o su uno degli altri social network. Certo che viene a molti l’idea abbandonare viste la grande quantità di stupidaggini, offese, bastardaggini e idee insulse. Ci sono sempre state sui muri per la strada o nei cessi pubblici. Ricordo quando radio radicale faceva e fa tutt’oggi le trasmissioni mandando in onda la segreteria telefonica aperta. La maggior parte degli ascoltatori chiamava e chiama tutt’oggi solo ed esclusivamente per dire parolacce e offendere gli altri. L’unica differenza che c’è oggi è la potenza del mezzo con i numeri delle persone che possono leggere qualunque imbrattamentio.
Da cosa dipende questa mania graffiata? Ho voglia di protagonismo, stupidaggine, impotenza, disagio sociale? Può essere il voler dire “io valgo” di pubblicitaria memoria, o l’espansione a dismisura dei 15 minuti di notorietà di Andy Warhol?
Oggi, nella società dell’informazione, anche una sola persona può far conoscere le proprie idee agli altri e far sentire che non è d’accordo con il pensiero unico. Una persona anche povera ed abitante nel mezzo al niente può diventare il portavoce di coloro che fino a ieri non avevano voce pur avendo la ragione. È sufficiente un certo numero di milioni di persone che utilizza il mezzo in modo inappropriato per limitare la libertà anche di una sola persona ad usarlo per far sentire le sue idee?
Dopodiché in Italia il problema non è la presenza degli idioti, in questo momento utili solo a far esprimere coloro che voce l’hanno sempre avuta per chiedere la limitazione della rete come fanno nelle dittature, ma l’impedimento che milioni hanno ad accedere. Sì devono togliere possibilità di espressione o si deve potenziarne l’uso? Io sono dell’idea che togliere sia sbagliato ed occorra perseguire chi commette dei reati sulla rete, allo stadio, per la strada e dovunque è minacciata la libertà individuale.

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