Facciamo come LibreOffice

Vorrei farvi un’analogia (breve ma non brevissima) tra quanto successo nel mondo del software con la suite da ufficio che oggi si chiama LibreOffice e la politica.

Il progetto LibreOffice nacque in risposta all’acquisto di Sun Microsystems da parte di Oracle Corporation: alcuni sviluppatori della comunità di OpenOffice.org, una suite per ufficio gratuita che può tranquillamente sostituire Office di Microsoft, preoccupati che Oracle potesse sospendere lo sviluppo libero di OpenOffice.org o porre fine ad esso come progetto open source ovvero libero (cosa che aveva già fatto con OpenSolaris, un sistema operativo), il 28 settembre 2010 hanno dato vita a un nuovo gruppo chiamato The Document Foundation e reso disponibile una versione alternativa di OpenOffice.org basata su quanto fatto in comune fino a quel momento che decisero di rinominare come LibreOffice.

Fino a quel momento OpenOffice.org era sviluppato in cooperazione tra tutti gli sviluppatori software che volevano aggregarsi liberamente al progetto. Quindi quando Sun decise di accentrare il tutto e di non voler più che i programmatori esterni potessero esprimere la loro opinione sullo sviluppo del progetto è stato creato il nuovo software usando come base ciò è che era stato fatto in comune. 

Oggi, a distanza di 2 anni e mezzo, LibreOffice è vivo e vegeto mentre OpenOffice è con la bombola di ossigeno.

Non trovate anche voi che questa situazione possa descrivere il punto a cui è arrivato il PD. Non siete anche voi come me stanchi di ripetere ad ogni occasione che il presente è la partecipazione? che la politica si fa coinvolgendo chi si impegna? che di tattica si muore? che alcuni principi (come mai con la destra) sono inderogabili?

Liberiamo(ci) del PD (ma potete farmi cambiare idea)!

Annunci