Le redini del gioco

Ivan Scalfarotto dice delle cose giuste anche se secondo me qui non centra il punto. È corretto dire che la scelta di Rodotà vuol dire farsi dettare l’agenda da altri ma vorrei ricordare che dal 2008 non l’abbiamo mai dettato. Ricordate come avvenne la scelta della Bonino per il Lazio, il rimorchio a Monti invece delle elezioni subito o l’assenza di proposte riconoscibili durante la campagna elettorale?
Il prossimo partito di cui farò parte, perché questo è morto e serve un Partito Nuovo, deve saper porre all’attenzione dell’opinione pubblica i suoi temi e non rincorrere gli altri sulla casta, sui processi, sui nomi da proporre per le cariche istituzionali.
La sua parola d’ordine sarà coraggio perché di un partito con la testa pesante e lo sguardo sempre in basso non sappiamo più che farcene. In questo momento non credo però che la giusta soluzione sia salire su una certa barca perché è un mezzo costruito a partire dagli stessi materiali che hanno prodotto questo catoblepa. Se i ggggiovani riusciranno a superare le incomprensioni causate dalle loro personalità e dai personalismi forse avremo qualche chance.

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