Destino

Lascio il PD al suo destino. C’è infatti bisogno di fondare da zero un partito nuovo al quale aderisca chi vuole convintamente farne parte e non vi sia invece costretto dal fatto che in esso confluisce la formazione politica in cui militava fino a quel momento.
La fusione che è stata fatta ormai sei anni fa è stata addirittura glaciale. Così come chi ragiona un po’ di scienza sa che la fusione fredda è stata un’illusione così chi ragiona un po’ di politica deve rendersi conto che quell’alchimia non ha tramutato in oro i vili metalli di partenza. La pietra filosofale è rimasta sotto uno strato inscalfibile, sedimentato nelle incapacità di chi ha gestito il tutto.
Ogni volta ci siamo illusi che affidando la scelta dei condottieri ai rappresentanti del popolo questo avrebbero scelto il meglio e invece non sempre è stato così.
La colpa naturalmente non è del popolo ma di chi lo ammalia e lo tradisce, di chi gli riempie la testa di promesse che non può mantenere.
Non si può tornare indietro dal processo partecipativo delle primarie e delle “doparie” mai partite. Perché una volta scelto il condottiero “dopo” non hanno mai voluto confrontarsi e chiedere il nostro parere, preferendo ascoltare solo i suoi accoliti.
Rimango in attesa. Il mio voto è a disposizione ma al momento per nessuno dei contendenti in campo.

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