A larga maggioranza

Si sono espressi sul nome di Marini con 90 voti contrari e 30 astenuti.
Mi chiedo, si poteva fare la stessa votazione anche sul nome di Rodotà per vedere quanti contrari e quanti astenuti ci sarebbero stati? Secondo me sarebbero stati molte di meno e forse non avremmo allargato la maggioranza a Berlusconi ma avremmo finalmente su una cosa il nostro partito (iddio oggi nostro mi sembra un parolone perché a forza di scelte sbagliate mi sarei un po’ anche rotto i coglioni).

Adesso ho capito

Bersani ha appena detto “nella riunione tra i parlamentari del PD di questa sera alle 20 farò un nome condiviso.”
Sarà un nome per l’elezione subito, con i 2/3 dei voti, immagino. Questa cosa è possibile solo con un accordo con Berlusconi.
Allora visto che ieri c’è stato un incontro segreto tra il caimano e Renzi allora deve essere stato Bersani a mandarcelo. Glielo ha fatto chiedere da D’Alema la settimana scorsa.
Tutto torna. O no?

Conciliazione

Martedi e mercoledi scorso agli Stati Generali sul Lavoro delle Donne ho avuto il piacere di ascoltare l’intervento di Chiara Saraceno, una saggia settantenne dimenticata nella lista che domani finisce il suo mandato (erano 10 giorni, vero?).
So che lei insieme ad altre donne del movimento femminista come Emma Bonino, si era battuta per l’equiparazione dell’età della pensione tra donne ed uomini in nome di una compensazione del tempo che normalmente la donna usa nel corso della sua vita alla cura dei figli, dei genitori (e dei suoceri) quando diventano anziani e non autosufficienti nel corso della vita e non concentrati alla fine della sua attività lavorativa.
Questa cosa ha a che fare con i comportamenti degli uomini ed il loro atteggiamento all’interno della famiglia. I tempi le donne li conquistano se noi uomini partecipiamo di più.
Sono colpevole, chiedo scusa. Mi devo impegnare in tante cose e questa è la più importante, lo voglio fare anche per farlo capire presto a mio figlio, un uomo di domani. Toglietemi il saluto se non lo farò.