Per favore Napoiitano dimettiti

Non penserete mica davvero che si sia raggiunto il fondo e ora non possiamo far altro che risalire? Il fondo lo toccheremo quando tra una settimana o mese il Pdl farà saltare il governo e Napolitano sarà costretto a sciogliere il Parlamento ed indire elezioni anticipate. Come il nuovo Parlamento lui si dimetterà ed eleggeremo un nuovo presidente della Repubblica. Volete che vi dica anche il nome?

Il problema non è l’aggettivo larghe

Presto, presto, c’è da fare presto. Resto è stata la parola d’ordine perché non ce lo possiamo permettere. Allora tutti dentro, quelli che hanno causato i disastri degli ultimi 20 anni tutti dentro insieme appassionatamente.
Ma è bastato introdurre un argomento, uno semplice di sole tre lettere, che il risultato è stato “o fate come diciamo noi o salta tutto”.
Allora il problema era parlarne prima, perché qui manca innanzitutto una seppur piccola intesa.

Più o meno in attesa

Mentre non c’è dubbio sul salto di qualità al ministero dell’istruzione o a quello degli esteri vorrei sapere quali siano le capacità specifiche di Nunzia De Girolamo all’agricoltura (servirà ricordare che avevamo votato per abolirlo quel ministero) che muove una bella fetta del bilancio dello Stato e quelle di Beatrice Lorenzin alla salute che ne muove anche di più. E vorrei anche sapere cosa sa dei problemi legati all’ambiente Andrea Orlando, per esempio entro un mese devi dirci cosa vorrà fare del SISTRI.

Questione di nomi

Potrà anche essere una questione di nomi il giudizio da dare all’operazione che sta facendo Enrico Letta, ma ancora non sappiamo neppure la sostanza.
Mentre scrivo Letta giovane è ancora a colloquio con Letta vecchio e Berlusconi e nello stesso tempo in tanti parlano di espulsioni, futuro del PD. Di questi non ce n’è uno che oggi abbia un ruolo da dirigente, visto che più o meno tutti si sono dimessi. Né mi pare che ci sia stata una riunione di un qualche gruppo plurirappresentativo per dire all’incaricato in quale direzione andare.
Qualcuno si ricorda ancora le palle che i dirigenti al tempo delle primarie, che oggi ancora “ragionano” come se fossero i proprietari del PD, ci hanno fatto rispetto alla registrazione dei votanti, alla firma dell’impegno per Italia Bene Comune, a non cercare di farci contaminare dagli altri? In quegli impegni cosa c’era scritto? Mi pare di ricordare “Mai con la destra”. Allora chi tradisce chi? Pensate davvero che il governo delle larghe intese sia per il bene dell’Italia? Per risolvere i problemi delle imprese, degli esodati, dei giovani, delle donne? Ma i problemi di imprese, esodati, giovani e donne non sono stati forse causati da quegli stessi che irresponsabilmente hanno prima negato la crisi e poi fatto niente per tirarci fuori? Sono forse stati oggi folgorati sulla via di Damasco ed hanno la ricetta per risolvere i problemi?
Allora non è vero che non ci sono alternative. L’alternativa c’è: non essere ancora una volta complici di chi vuol fare solo e soltanto i suoi interessi privati, ribellarci al fatto di essere e non solo apparire PDmenoL.

Facciamo come LibreOffice

Vorrei farvi un’analogia (breve ma non brevissima) tra quanto successo nel mondo del software con la suite da ufficio che oggi si chiama LibreOffice e la politica.

Il progetto LibreOffice nacque in risposta all’acquisto di Sun Microsystems da parte di Oracle Corporation: alcuni sviluppatori della comunità di OpenOffice.org, una suite per ufficio gratuita che può tranquillamente sostituire Office di Microsoft, preoccupati che Oracle potesse sospendere lo sviluppo libero di OpenOffice.org o porre fine ad esso come progetto open source ovvero libero (cosa che aveva già fatto con OpenSolaris, un sistema operativo), il 28 settembre 2010 hanno dato vita a un nuovo gruppo chiamato The Document Foundation e reso disponibile una versione alternativa di OpenOffice.org basata su quanto fatto in comune fino a quel momento che decisero di rinominare come LibreOffice.

Fino a quel momento OpenOffice.org era sviluppato in cooperazione tra tutti gli sviluppatori software che volevano aggregarsi liberamente al progetto. Quindi quando Sun decise di accentrare il tutto e di non voler più che i programmatori esterni potessero esprimere la loro opinione sullo sviluppo del progetto è stato creato il nuovo software usando come base ciò è che era stato fatto in comune. 

Oggi, a distanza di 2 anni e mezzo, LibreOffice è vivo e vegeto mentre OpenOffice è con la bombola di ossigeno.

Non trovate anche voi che questa situazione possa descrivere il punto a cui è arrivato il PD. Non siete anche voi come me stanchi di ripetere ad ogni occasione che il presente è la partecipazione? che la politica si fa coinvolgendo chi si impegna? che di tattica si muore? che alcuni principi (come mai con la destra) sono inderogabili?

Liberiamo(ci) del PD (ma potete farmi cambiare idea)!

Destino

Lascio il PD al suo destino. C’è infatti bisogno di fondare da zero un partito nuovo al quale aderisca chi vuole convintamente farne parte e non vi sia invece costretto dal fatto che in esso confluisce la formazione politica in cui militava fino a quel momento.
La fusione che è stata fatta ormai sei anni fa è stata addirittura glaciale. Così come chi ragiona un po’ di scienza sa che la fusione fredda è stata un’illusione così chi ragiona un po’ di politica deve rendersi conto che quell’alchimia non ha tramutato in oro i vili metalli di partenza. La pietra filosofale è rimasta sotto uno strato inscalfibile, sedimentato nelle incapacità di chi ha gestito il tutto.
Ogni volta ci siamo illusi che affidando la scelta dei condottieri ai rappresentanti del popolo questo avrebbero scelto il meglio e invece non sempre è stato così.
La colpa naturalmente non è del popolo ma di chi lo ammalia e lo tradisce, di chi gli riempie la testa di promesse che non può mantenere.
Non si può tornare indietro dal processo partecipativo delle primarie e delle “doparie” mai partite. Perché una volta scelto il condottiero “dopo” non hanno mai voluto confrontarsi e chiedere il nostro parere, preferendo ascoltare solo i suoi accoliti.
Rimango in attesa. Il mio voto è a disposizione ma al momento per nessuno dei contendenti in campo.