Il vincolo di mandato

Adesso viene fuori che l’art. 67 della Costituzione è una cazzata perché prevede che il parlamentare sia eletto senza vincolo di mandato.

Si è chiesto il nuovo tribuno da cosa derivi questa formulazione? Eppure oggi con la presenza di internet che questi signori maneggiano così bene non è difficile trovare delle risposte. Si può cominciare dalla semplice pagina di Wikipedia dedicata all’art. 67 della Costituzione e continuare con la discussione che ci fu nell’Assemblea Costituente. La norma è contenuta nella Costituzione prodotta dalla Rivoluzione Francese a cui si ispirano i roussoniani del M5S.

Il problema però c’è ed è grande non tanto per quanto scritto nella Costituzione ma per come è concepita la legge elettorale che ci ha consegnato ancora una volta un Parlamento di nominati, con la correzione operata in qualche modo dalle primarie per i parlamentari del PD e le parlamentarie del Movimento 5 Stelle; tuttavia sia in un caso che nell’altro tra il numero di persone che hanno partecipato alle primarie/parlamentarie ed il numero di elettorali di quelle liste c’è una differenza tale (per il M5S a differenza è enorme) da far ritenere che nessuno di loro è stato veramente scelto dai propri elettori. 

Come faccio a sapere se il parlamentare sta seguendo la volontà dei suoi elettori visto che chi partecipa direttamente alla vita del Movimento è una minoranza? In realtà lo determinerei se potessi esprimere una preferenza sulla scheda e potessi decidere alla successiva consultazione se ha operato con mio “gradimento” oppure no. Si possono fare elezioni ogni 6 mesi? Sono troppi allora 5 anni?

Una delle proposte in campo di questo momento è “lavoriamo insieme a cambiare la legge elettorale”. Troviamoci lì e parliamone. Serve però che nasca un governo ed ottenga la fiducia.

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