Competenza

Non capisco perché tra la competenza e l’imbonimento la maggior parte delle volte chi sa raccontare meglio le cose viene seguito con maggiore partecipazione di quanti le raccontìno giuste.
Mi piacerebbe essere abbastanza intelligente da riuscire a parlare alle persone in modo semplice e efficace eppure non approssimativo e corretto.
Il problema nasce dalla scuola e dal fatto che troppo spesso quando se ne parla se ne parla in termini di classi di concorso, precari, orari spezzati, ecc. Difficilmente se ne parla in termini di conoscenze passate agli studenti che sono gli unici per cui la scuola ha davvero motivo di esistere.
Nella mia scuola ideale le singole materie dovrebbero essere insegnate dagli specialisti di quella materia: la filosofia dai filosofi, la chimica dai chimici, la scienza della terra dai geologi. Perché spesso quando la filosofia la insegnano i laureati in lettere o la chimica i laureati in biologia (e vale lo stesso se biologia la insegnano i chimici) agli studenti non si trasmette niente di diverso da quanto serve per affrontare un compito o un’interrogazione. È questo il compito della scuola? Spero proprio di no!
Allora poi si ascolta un tribuno o si legge un blog senza riuscire a discernere se quello che si sta ascoltando o leggendo abbia realmente valore o se non sia solamente fuffa. Bisognerebbe anche riuscire a capire quando ci si trova di fronte qualcuno che dice le cose giuste ma per le ragioni sbagliate.
Leggo di scelte strategiche per il mondo raccontate con una incompetenza assoluta ma controbattere implica l’uso di una terminologia e ragionamenti logici che purtroppo non riesco a rendere semplici a meno di non banalizzarli e cadere così nello stesso pressappochismo di chi voglio criticare. Con il risultato di rendere lo scientificamente corretto allo stesso livello della cialtroneria.
La strada che abbiamo preso permette ancora di tornare indietro o ormai è troppo tardi? Se rimango qui è perché spero che l’inversione sia ancora possibile.

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