I miracolanti ed i risorti

Durante gli ultimi mesi della passata legislatura non avete letto anche voi dei tentavi di cambiamento della legge elettorale fatti proprio da Violante e Quagliarello? Ne parlarono diversi giornali come, ad esempio La Stampa, Il Fatto Quotidiano, Il Foglio e chissà quanti altri ancora. Vorrei sapere perché se quelle ipotesi, sulle quali non mi pronuncio, non portarono a nessun risultato allora dovrebbero essere riesumate e portare ad un risultato oggi. I protagonisti chiamati nel gruppo dei cinque sono gli stessi. Ma il voto allora non è servito a niente? Il fatto che i partiti che quella idea partorirono un anno fa siano usciti tutti severamente bastonati dalle urne autorizza il Presidente della Repubblica a ridare in mano a quelli le redini del gioco?

Torno a scrivere una cosa che ho scritto qualche giorno fa. Quanto Crimi ha detto in diretta streaming a Bersani “non ci fidiamo” lasciando intendere “delle parole e vogliamo i fatti”, non era forse quello il momento di tirare fuori delle proposte di legge, messe nero su bianco, con le proposte che il PD aveva da presentare al M5S per dimostrare che si faceva sul serio? O quegli 8 punti sono ancora delle fumose idee senza contenuto?

Ecco ieri è giunto di nuovo un segnale al quale si deve rispondere subito! A costo di fare uno sgarbo al Presidente Napolitano che uno sgarbo lo sta facendo a tutti noi, andare martedì in Parlamento con gli articolati della riforma elettorale (anche il Mattarellum va bene, M5S è d’accordo), della riforma del finanziamento dei partiti, dell’abolizione delle province. Tutte cose che si possono fare subito e troverebbero subito la maggioranza anche al Senato. Poi su queste inserire il dimezzamento del numero dei parlamentari e la fine del bicameralismo perfetto per i quali i tempi, essendo riforme costituzionali, sono più lunghi. Se facciamo subito le prime 3, si può andare al voto sapendo di aver fatto qualcosa che ci faccia uscire dall’impasse, ma potrebbero anche essere i segnali che M5S ha chiesto per tornare a fidarsi di quanto noi siamo determinati a cambiare questo Paese, non più ossessionati dal dover bilanciare le attività dovendo accontentare i saggi alla Quagliarello, talmente saggio da essere certo che Ruby era nipote di Mubarak. E finalmente potremmo uscire a testa alta e rintuzzare l’idea per la quale il partito che ha preso più voti sia alla Camera che al Senato non sia legittimato a governare.

Annunci

Ma le donne no!

C’è un obiettivo stallo nella situazione politica italiana per cui, sulla spinta della proposta fatta dal professore Becchi, va in scena la prorogatio. Ma con una variante, non si sa mai che Grillo and company pensassero di aver avuto ragione da Morfeo. La variante sono i due gruppi di saggi chiamati, al posto del Parlamento appena eletto, a presentare in tempi rapidi le proposte di legge riguardanti le riforme istituzionali (legge elettorale in primis, ma anche probabilmente la riduzione del numero dei parlamentari, la fine del bicameralismo perfetto, il cambiamento del finanziamento dei partiti, ecc.) e la ripresa dell’economia (che dovrebbe essere la prima emergenza o almeno a pari merito).
Non c’è qualcosa che stona nei nomi fatti?
Valerio, Luciano, Salvatore, Enrico, Gaetano, Mario, Giovanni, Enzo, Filippo e Giancarlo.
E così arrivata finalmente la stagione nella quale il numero delle donne in Parlamento, grazie alle elette nel PD e nel Movimento 5 Stelle, è diventato consistente, e conoscendo quante donne capaci ci sono fuori tra le politiche, le costituzionaliste e le economiste, nessuna è ritenuta degna di far parte del gruppo dei 10 saggi.
Qualche giorno fa una collega durante la riunione preliminare del corso sulle politiche di conciliazione organizzato dal Consiglio Nazionale dei Chimici ha detto di essere contrario alle quote rosa perché tanto spesso in quelle posizioni gli uomini ci mettono donne stupide. Ecco senza le quote di genere (sarà il caso anche di smettere di chiamarle rosa) gli uomini mettono nelle posizioni di responsabilità uomini stupidi, così è meglio.
Accidenti a voi, possibile che non vi passi nemmeno nell’anticamera del cervello che il cambiamento, non delle persone ma delle mentalità, passi anche da questo? Possibile che non si alzi una voce di quelle autorevoli e dica forte al Presidente “noi ti vogliamo bene e ti stimiamo, stai gestendo una fase difficilissima, ma questa la potevi studiare meglio perché nella nuova era che si è aperta anche la misoginia non deve più trovare dimora o nessun cambiamento vero sarà possibile e non usciremo dalla palude”.

Nomi, cose, città

Si potrebbe per favore prima parlare delle cose e poi dopo quanto si sono viste e decise le cose parlare delle persone?
Allora, c’è una richiesta urlata ad alta voce di cambiare il modo di fare politica degli ultimi 20 anni ma probabilmente di più. Tagli dei costi della politica, riduzione a metà dei parlamentari, abolizione delle province, abolizione del finanziamento pubblico dei partiti.
C’è una richiesta, che interessa pochi ma senza la quale si rischia di rimanere bloccati a lungo nello stallo attuale, che riguarda la legge elettorale.
Ci sono una serie di richieste che interessano noi che riguardano una riforma radicale del mercato del lavoro, una riforma radicale ed organica della scuola, del sistema di tassazione, della promozione della cultura, lo ius soli, le unioni civili, la protezione dell’ambiente, … (mancano i contenuti, lo so, ma ammettiamo che “noi” su questo siamo d’accordo, oh, questo è un blog).
Per fare queste ultime cose, quelle che interessano noi si devono convincere non meno di 15 milioni di italiani. Di questi ad almeno 10 milioni dei contenuti non frega quasi niente. Sono quelli che la sera anche quando non c’è niente guardano la televisione invece di leggere il libro, passano il pomeriggio con Barbara d’Urso perché pensano di non avere alternative, vanno in chiesa e battezzano i figli perché è tradizione e non per il significato che ha perché quello l’hanno dimenticato, e li trovi a far la spesa e contano i soldi nel borsellino per vedere se quella cosa imprendibile che ha detto la pubblicità se la possono permettere, almeno oggi, e poi più.
A questi 10 milioni di ignoranti (che tanto questo blog non lo leggeranno mai perché è uno di quei milioni di blog dove si apre bocca solo per “danni” fiato) qualcuno deve parlare. E fa bene il mio amico Luciano a dire bisogna considerare anche quelli lì, ma a me non riesce di parlarci. Userei con loro delle argomentazioni delle quali non capirebbero il motivo. E la colpa non sarebbe loro, ma mia. I prodromi, il cratilo, l’ermeneutica non dicono loro niente e vivono lo stesso.
Ora se c’è uno dei nostri che trova la chiave per parlare a questi, anche se con lui posso non essere d’accordo proprio su tutto tutto, bene io a quella persona lì un tentativo per vedere se si riesce a portare a casa il voto di 15 milioni di italiani glielo farei fare. Poi, dopo, nei circoli e nelle aule parlamentari si discute e si decide. Ma si discute e si decide sulle proposte nostre sgombrando il campo dai problemi fittizi che impongono gli altri.
Siamo d’accordo? O continuiamo a dire “o si fa come dico io o te sei un fascista di destra”?

Solidarietà

C’è una sola possibile spiegazione per la quale dei poliziotti vanno a fare un sit-in sotto la finestra dell’ufficio della madre di un ragazzo morto a causa, secondo la giustizia, delle azioni di altri poliziotti: manifestare le loro scuse, non in quanto personalmente responsabili ma perché si vergognano di quanto accaduto. Perché se invece il motivo è quello che ho letto sui giornali allora c’è una sola cosa che il ministro cancellieri può fare: non permettere più loro di far parte delle forze che garantiscono la giustizia a noi cittadini con il loro lavoro, perché evidentemente non sono capaci di distinguere il bene dal male.

Galbani

Domani Bersani andrà da Napolitano ll per dirgli i”o mica ho capito se una maggioranza in Parlamento ce l’avrò o meno. Il M5S ha detto che vuole le prove. Bene, ecco. Questi sono i disegni di legge che io presenterò domani stesso alla Senato: Riforma costituzionale per dimezzare il numero dei parlamentari, riforma del finanziamento per permettere ai singoli soli di fare elargizioni volontarie, Riforma della legge elettorale con reintroduzione del voto di preferenza e doppio turno… Queste sono le prove che posso dare loro ma le posso dare solo per vado in Parlamento. Mi ci mandi? Se diranno no anche a questo torniamo alle urne appena eleggeremo il nuovo Presidente e scommetto che il M5S prenderà metà voti.”
Si andrà elezioni e vincerà Berlusconi.

Peccato

Non che non ci siano delle brave persone anche tra loro ché le generalizzazioni sono sempre sbagliate.
Le visioni degli altri possono essere condivisibili o non incontrare il nostro sostegno se pensiamo che non corrispondano a come vorremmo che fosse il futuro, ma non si può presentare agli altri il nulla.
Per potersi dichiarare insanì di mente prima bisogna dimostrare di avere una mente altrimenti si è malati di nulla.
Davvero, peccato che non possiamo metterli alla prova ché in 3 mesi ci porterebbero là dove occorrerebbe scavare per chilometri. Però lo vedremmo in diretta streaming: sai la soddisfazione?