Coerenza

Su 50 persone intervistate da Santoro al comizio finale di Grillo, 49 hanno detto che volevano mandare a casa la vecchia classe politica, ovvero hanno detto rottamazione! Poi non ti meravigliare se molti di quelli che erano venuti a votare alla nostre primarie non ci hanno votato alle elezioni vere ed hanno votato Grillo. Sono stati coerenti ed il fatto di aver fatto firmare loro un foglio non vuol dire niente, inutile rinfacciarglielo quando molti altri avrebbero fatto la stessa cosa com un esito opposto delle primarie.

Educazione civica

Ora quando uno dice “voteremo provvedimento per provvedimento, come nel metodo siciliano, ma non voteremo la fiducia a nessun governo” lo sa che senza almeno la prima fiducia il governo non c’è e quindi non potrà votare nessun provvedimento? 

Costituzione, art. 94

Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere.

Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale.

Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia.

Il voto contrario di una o d’entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni.

La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione.

 

Qualcuno sta dicendo “il Parlamento può votare le leggi senza che ci sia alcun governo”. Intanto un governo c’è, anche se dimissionario: ieri 26 febbraio per esempio c’è stato un Consiglio dei Ministri che ha fatto una serie di provvedimenti. Comunque in assenza di fiducia a qualunque tipo di governo la prassi prevede che il Presidente della Repubblica sciolga le Camere. Questa cosa però Napolitano non la può fare perché si trova negli ultimi 6 mesi suo mandato (lo potrebbe fare solo se le camere stesse fossero negli ultimi 6 mesi della legislatura e questa invece è appena cominciata). Quindi questo atto lo farebbe eventualmente il suo successore. Tra quanto? Diciamo 3-4 mesi?

Allora uno ha detto che entro 4 mesi si va a votare (in realtà non sapendolo ha detto tra 6-7, ma va bene lo stesso).

C’è uno che ha indiscutibilmente vinto ed ha vinto dicendo, tra le altre, via la classe politica attuale, via il finanziamento pubblico ai partiti, no agli inciuci, dimezzamento parlamentari, non ai vitalizi. Ma diceva anche la parola rottamare. No, guardate, quello che le diceva dicendo anche rottamare le elezioni non le ha vinte perché come me poi ha votato PD.

Quale luce nel nostro futuro?

La delusione è tanta ed il “ve l’avevo detto” purtroppo non cambia lo stato delle cose.
Molti in questo momento chiedono a Bersani di fare un passo indietro e chiedono a Renzi di prendere le redini della situazione.
Mentre io sono d’accordo che Bersani si faccia da parte (è possibile che abbia sbagliato anche quando ha detto “o vinciamo noi o vincono loro”) non sarei d’accordo che Renzi si facesse avanti per costruire dalle macerie. Non è il suo compito perché c’è da ricostruire il PD e Renzi non è un uomo per questo compito. Il suo momento non può essere quello di presentarsi alle prossime elezioni, quelle che ci saranno al più tardi tra 6 mesi perché quelle le vincerà Grillo a mani basse, probabilmente riuscendo a superare anche il 50% dei voti.
Tanti di quelli che hanno rivotato PDL pur di non vedere le stesse facce del PD nel prossimo governo (perché la Bindi, la Finocchiaro, e Letta ed anche D’Alema ce li saremmo ripuppati) e non hanno votato M5S perché non credavano a questo successo, la prossima volta voteranno lì. Cosa che probabilmente faranno un po’ di quelli che a votare non sono andati che tanto non cambia mai niente ed anche un po’ di quelli che hanno votato PD pensando che forse questa volta… forse anch’io!
Poi quando i “ragazzi” del movimento 5 stelle si saranno confrontati con il dover governare per davvero noi li giudicheremo e vedremo se davvero è possibile che uno valga uno, se la politica si può fare senza avere la ben che minima esperienza. Perché il fondo l’abbiamo toccato, abbiamo scavato ed ha anche piovuto. Noi avevamo cercato di far vedere che una strada alternativa e percorribile senza che questa fosse l’inizio di un tunnel buio del quale non sappiamo dove potrà portare, ma ora armiamoci di torce ed arriviamo fino in fondo. Perché dall’altra parte una luce c’è di sicuro. Può essere quella dell’alba o quella delle fiamme dell’inferno, ma almeno la notte finirà.

P.S.: accidenti alla retorica!