Onorevole professionista

Sto seguendo con grande partecipazione la tre giorni di Firenze alla stazione Leopolda. Condivido il 98% delle proposte che ho sentito fare. Due no. l’abolizione degli Ordini Professionali e la proibizione per i parlamentari di continuare a svolgere la propria attività professionale durante il mandato parlamentare.
Vi spiace se cerco in 5 minuti di spiegare perché secondo me è sbagliato proibire ai professionisti di fare la loro attività professionale quando eletti al Parlamento?
Perché in questo modo si impedirà alle persone come me di potersi candidare. Faccio il libero professionista nel campo della chimica da 15 anni, e lo faccio da solo, senza nessun collaboratore o collega. La mia attività non è quella di laboratorio ma di consulenza in campo ambientale e della salute nei luoghi di lavoro.
La più grossa difficoltà che ho avuto per riuscire in qualche modo ad affermarmi in questo mondo è stata quella di trovare i clienti ai quali offrire le mie capacità.
Se volessi fare il parlamentare, cosa che farei con una competenza su alcuni argomenti che in questo Parlamento non c’è (non ci sono chimici), al termine della mia esperienza sarei costretto a ricominciare da capo la mia attività lavorativa perché avrei perso tutti i miei clienti che nei 5/10 anni di mia assenza ai sarebbero rivolti ad altri. La cosa non avverebbe per coloro che lavorano o che sono i titolari di grossi studi, nel quale se uno manca per un periodo il lavoro viene portato avanti da altri. Questo impedimento non ci sarebbe neppure per i lavoratori dipendenti che conservano il diritto al loro posto di lavoro usufruendo della aspettativa.
Capisco che si voglia impedire il ripetersi dei comportamenti alla Ghedini, ma nessuno ha messo in dubbio il comportamento dell’avvocato Bongiorno o del prof. Ignazio Marino che hanno continuato a svolgere la loro attività professionale senza venir meno ai loro doveri di parlamentari. Questo è possibile anche perché le sedute del Parlamento non avvengono tutti i giorni e quindi lo spazio per concicliare l’attività professionale senza venir meno ai propri obblighi di servitore dello Stato ci sono. Troviamo dei correttivi alle situazioni degeneri tipo “se un parlamentare non partecipa ad almeno in 75% delle sedute decade dalla carica e diventa ineleggibile per un successivo mandato” altrimenti a me ed a qualche decina di migliaia di persone nella mia condizione sarà di fatto impedito di potersi candidare ad una carica elettiva solo per la legittima volontà di voler punire qualche decina di parlamentari oggi scorretti che in realtà continuerebbero comunque, dietro le quinte, a fare come adesso potendo contare su stuoli di collaboratori assunti, magari precariamente, nei loro studi.

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