Le parole “inopportune” di Marino

Quel che Ignazio Marino ha detto ieri a proposito della vicenda stupratore-coordinatore di un circolo del PD ha aperto una breccia nei consensi che finora il senatore-chirurgo aveva raccolto.
Le parole di Marino sono state

Trovo davvero incredibile che un criminale che già 13 anni fa era stato coinvolto in odiosi reati di violenza sessuale possa essere arrivato a coordinare un circolo del Pd. È evidente che nel Pd abbiamo una questione morale grande come una montagna.

Ho avuto la possibilità di ascoltare Marino giovedì scorso nel corso di un affollato incontro organizzato in non più di un giorno a Pisa presso la Stazione Leopolda. Lì Marino ha raccontato che da presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sulla sanità, ha fatto esaminare le pendenze penali di coloro che, numerosi, si sono offerti come consulenti o sono stati presentati come tali da altri parlamentari. Bene, il 40% di questi aveva pendenze con la giustizia e Marino si è rifiutato di assegnare loro l’incarico. Non mi hanno quindi stupito le sue parole, che molti hanno ritenute inopportune, relativamente al fatto che un partito ed in particolare i dirigenti del Partito Democratico, non si preoccupino di valutare l’integrità delle persone che lo rappresentano, non solo a livello istituzionale (parlamentari, consiglieri regionali, provinciali e comunali, ecc.) ma anche in ambito più strettamente locale. Certo, a sentire i vicini, Luca BIanchini è un bravo ragazzo (ma non si dice di tutti che lo siano?) e tale l’avranno considerato quelli che nel suo circolo l’hanno designato coordinatore. Ma la questione è: si deve o no preoccuparsi di verificare la moralità, l’onestà, l’adeguatezza di coloro che aspirano a rappresentare il nostro partito nella società?.
Quando si fanno le analisi dei voti espressi dall’elettorato e si dice, come ben disse Debora Serracchiani nel suo famoso discorso all’assemblea dei circoli, che non possiamo lasciare l’argomento della legalità e della questione morale nelle mani del solo Di Pietro, si afferma che buona parte del calo del consenso avuto, e che porta i nostri ex-elettori a disertare le urne o a votare IdV, sia proprio dovuto proprio al fatto che si è troppo poco netti ed incisivi sui temi come questi che evidentemente all’elettorato di centrosinistra stanno a cuore.
La questione morale nel PD c’è! Come giustificare altrimenti i casi Unipol, Del Turco, Domenici, Iervolino, D’Alfonso,…? Si è allentata la corda! Gli ex-elettori ricordano la questione morale imposta da Berlinguer (oggi e nelle settimane scorse da riconsiderare e riconsiderata) e guardano la bussola impazzita stentando a riconoscere nel PD il partito che segue la strada costruita sull’onestà.
Quindi per me ben ha fatto Marino a mettere in evidenza questo aspetto legato alla questione morale e sono sicuro che, come quello della laicità prima nascosto ed adesso nelle parole sia di Franceschini che di Bersani, anche il tema della moralità sarà un tema al centro della discussione congressuale.

Ignazio Marino ha fatto però anche un errore, forse da principiante della politica. E lo ha fatto quando ha affermato che la presenza di uno come Bianchini a capo di un circolo “può avvenire solo perchè i dirigenti locali vengono imposti per rispondere agli equilibri delle correnti.” Queste parole sono un errore al di là dei meccanismi che portano alla individuazione del coordinatore di un circolo; l’errore è anche nell’ambito della strategia congressuale, quando per poter raccogliere il consenso necessario ad arrivare alle primarie di ottobre si deve passare dagli iscritti e dai circoli. Dopo qualche ora infatti, probabilmente resosi conto della scempiaggine da attribuire alla seconda parte della sua affermazione precisava “Non c’era nessun intento offensivo nelle mie parole e mi spiace se qualcuno si è sentito offeso. Sono convinto che la linfa del Partito democratico siano i circoli, le migliaia di persone e i militanti che ci lavorano ogni giorno, i coordinatori che sul territorio fanno un lavoro straordinario che va riconosciuto da tutti.” È una pezza, probabilmente non riuscirà a coprire completamente il danno fatto, ma ormai è andata…
Resta e deve restare la consapevolezza che il tema della questione morale è un tema importante, forse centrale, se non nella sfida per vincere la segreteria, nella sfida che il PD ha nei confronti del recupero della forza necessaria a tornare forza di governo nel Paese.

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