Le regole complicate

Capisco che in effetti le regole del congresso del Partito Democratico appaiano complicate. Ma mi chiedo: prima non se ne era accorto nessuno?
Oggi Ilvio Diamanti si cimenta, anche lui, nello sport della critica delle regole. A parte il fatto che a questo punto si tratta di un esercizio inutile (le regole sono queste e per questa volta non cambieranno) non credete che ci possa essere una ragione ib tutto questo?
In estrema sintesi:

  1. alcuni si candidano alla guida del PD per farlo tornare ad essere il partito da votare
  2. gli iscritti scelgono quelli che li rappresentano meglio
  3. visto che se vuoi vincere le elezioni devi verificare se quelli che hai scelto all’interno dell’organizzazione piacciono anche all’esterno dell’organizzazione, allora alla scelta del segretario concorrono non solo gli iscritti ma anche gli elettori

Io lo trovo un metodo che ha un obiettivo. E mi meraviglio che un commentatore intelligente come Diamanti faccia di tutto per far finta di non capire. Non sarà il migliore possibile, ma gli altri come fanno? È meglio la designazione per acclamazione? Non fare niente e sapere che congresso o non congresso il capo si sa già chi è?

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