Appunti per il 27 giugno

La domanda al centro dell’incontro del Lingotto del 27 giugno è “Qual è il partito che vorresti?” La risposta da dare sembra semplice, almeno per me, perché il partito che vorrei è il Partito Democratico. Qualcuno sarebbe a questo punto tentato dal rispondere “bene, allora questo partito c’è già. Grazie di aver partecipato. Avanti il prossimo”. Ed invece sappiamo che non è così, che il Partito Democratico ancora non c’è. Si è scambiata l’immagine un po’ confusa ottenuta con l’ecografia con il bambino vero che ancora non è nato! So che le figure retoriche come la metafora andrebbero presto abbandonate nei ragionamenti perché sempre il cercare di far aderire il nostro pensiero a quella che ci è sembrata una buona similitudine ci porta a deviare pericolosamente verso conclusioni che non sono coerenti con quanto pensiamo davvero, tuttavia vorrei continuare su questa per un’altra breve considerazione. Beatrice Biagini, durante l’incontro preliminare che si è tenuto a Roma lo scorso 11 maggio ha detto che il PD è nato prematuro. Tuttavia, come ho avuto già modo di dire, spesso dietro questa affermazione si nasconde una balla a cui nessuno crede: è stato solo per salvare le apparenze che la famiglia ha dato corso a questa bugia e non si rende conto che in realtà i vicini comunque ti additano e sanno che all’origine c’è stato un qualcosa che hai voluto tener nascosto.
Finalmente fuor di metafora, ma il Partito Democratico è nato davvero? Me lo chiedo perché tanti piccoli segnali farebbero dire di no! Per esempio la storia delle tesorerie. È possibile che si faccia nascere il nuovo partito decretando la fine dei due precedenti ma mantenendone in vita le tesorerie? E come è possibile che il quotidiano Europa figuri come organo dell’Associazione Politica Democrazie e Libertà – La Margherita e L’Unità figuri come il giornale dei Democratici di Sinistra DS ed entrambi fruiscano dei contributi diretti di cui alla legge 250/1990? Non ditemi che senza quei contributi quei giornali probabilmente chiuderebbero; qui non si parla dei finanziamenti (anche se è una cosa importante nell’era della disaffezione e della casta) ma del fatto che esistano due giornali di due partiti che non dovrebbero esistere più: non ha forse visto la luce un partito nuovo, il Partito Democratico?
Allora l’incontro del 27 giugno è quello della rinascita del Partito Democratico.
C’è un documento che illustra alcune delle idee che animano le persone che vogliono contribuire a questa rinascita che si intitola “Nel PD: da Piombino per un nuovo racconto dell’Italia”. Vorrei, se possibile dare il mio contributo a questo momento cercando di sottolineare alcuni argomenti che mi paiono importanti e sui quali in quel documento c’è un accenno, principalmente nel capitolo Economia e società.

Il primo riguarda la questione ambientale e che oggi sempre di più si lega alla questione energetica.
La spinta al ritorno al nucleare data dall’attuale governo dovrebbe essere contrastata in tutti i modi possibili. Ho già scritto le mie considerazioni sul perché non si dovrebbe tornare al nucleare. La resistenza alle obiezioni sullo smaltimento dello scorie fa riferimento al possibile riciclo delle scorie, dimenticando di considerare che se è vero che si può recuperare una certa quantità di uranio dalle ceneri rimane tuttavia il problema di smaltire il resto (plutonio, cesio, stronzio, tecnezio, iodio, …). Per quello che riguarda la sicurezza degli impianti, i sostenitori del nucleare dicono che il rischio di incidente con fusione del nocciolo è dell’ordine di 1 ogni 10 milioni di anni. A parte il fatto che dovremmo comunque considerare anche gli altri incidenti possibili e diversi dalla fusione del nocciolo, questa affermazione tende ad essere confusa con il fatto di avere un incidente di quel tipo tra 10 milioni di anni; in realtà l’incidente può avvenire anche domani, come dimostrano incidenti avvenuti in altri campi e che avevano la stessa probabilità di avvenimento di questo (per esempio esplosione in volo dello Shuttle).
Abbiamo un potenziale fotovoltaico che può permetterci di rispondere solo con quello alla richiesta energetica prevista per il 2020, che ricordo essere la data per rispondere alle richieste del Climate Package, detto anche Pacchetto 20-20-20, che per quell’anno richiede ai Paesi Europei di ridurre del 20% le emissioni di gas serra e di produrre il 20% dell’energia necessaria da fonti rinnovabili. I principali antagonisti del ricorso al fotovoltaico sostengono che a causa di limiti produttivi (il fotovoltaico è un sistema intermittente di produzione di energia: “L’energia solare la si ha quando vuole lei e non quando la vogliamo noi”) e tecnici (a causa della intermittenza si deve fare il conto anche con i limiti di sicurezza connessi derivanti dalle oscillazioni del livello di potenza) l’alternativa fotovoltaica non è praticabile. Nella realtà questi limiti possono essere entrambi superati con azioni di Ricerca & Sviluppo e con il ricorso a sistemi di accumulo a basso costo (ad esempio facendo ricorso alla trasformazione del surplus di energia prodotto in idrogeno).

Un secondo punto riguarda la società imprenditoriale. In Italia sono attive, oggi, poco più di 8 milioni e mezzo di partite IVA. Molte di esse fanno riferimento a liberi professionisti, commercianti, artigiani di piccole e micro-imprese, moltissime a giovani lavoratori che non riescono ad entrare all’interno di un’impresa se non travestendosi da lavoratori autonomi. Il carico fiscale a carico dei cittadini italiani è molto alto, anche se non il più alto in Europa, ed i governi di centrosinistra sono sempre stati visti come quelli che hanno aumentato le tasse mentre quelli del centro-destra sono quelli che non mettono le mani nelle tasche degli italiani, anche se alla prova dei fatti questo non è assolutamente vero. Credo che quando si parla del mancato appeal (scusate l’eufemismo) del PD nei confronti del nord-est ci si riferisca, forse soprattutto, a questo. Questa realtà sembra sfuggirci, anche se mi sembra che anche nei confronti dei lavoratori dipendenti non è che riscuotiamo tutto questo successo. Ci sono vari motivi per cui il regime fiscale è così elevato, non ultimo quello legato all’evasione fiscale. Nel rapporto annuale 2008 della Guardia di Finanza si parla di una evasione IVA pari a 4,3 miliardi di euro, violazione dell’IRAP per 19,4 miliardi di euro, e imponibili non dichiarati per 27,5 miliardi di euro. Io proporrei di fare un patto: ad un inasprimento delle regole per arginare l’evasione e l’elusione fiscale corrisponda una riduzione consistente della pressione fiscale da subito. Quando il l’ultimo governo Prodi ha inasprito alcune regole per combattere l’evasione fiscale ha scelto probabilmente dei buoni metodi, visti i risultati raggiunti, ma certamente non è stata condivisa anche da milioni di professionisti e piccoli imprenditori. Per esempio l’idea della tracciabilità delle operazioni bancarie è stata in linea di principio una buona idea; io proporrei di estendere una cosa di questo genere a tutte le categorie imprenditoriali: qualunque scambio di beni o di servizi tra titolari di partita IVA dovrebbe avvenire tramite transazione bancaria; come contropartita dovremmo proporre un abbassamento delle aliquote IRPEF di 2-3 punti percentuali (durante la campagna elettorale del 2008 avevamo previsto una riduzione di un punto pensando che sarebbe stato economicamente sostenibile).

Gli imprenditori poi pagano ogni anno per i propri dipendenti regolarmente assunti il premio per l’assicurazione INAIL. Bene, forse non molti sanno che negli ultimi anni l’INAIL tutti gli anni ha un avanzo di 1,8 miliardi di euro, cioè di differenza tra quanto riscuote dalle imprese e quanto paga come indennizzi per gli infortuni subiti dai lavoratori o per i vitalizi per i lavoratori che hanno sviluppato una malattia professionale. Questi soldi devono essere reinvestiti nelle imprese.

  • Visto che la sicurezza e la salute sul lavoro sono un tema moto importante da frequentare,
  • visto che le imprese possono aderire ad un sistema ad adesione volontaria per migliorare il proprio sistema di salute e sicurezza ricorrendo alla certificazione a norma OHSAS 18001 (sistema analogo alla ISO 9001 per la certificazione del sistema di qualità aziendale)
  • visto che le imprese che oggi sono certificate a norma della OHSAS 18001 hanno una riduzione degli infortuni in media del 30%
  • visto che attualmente le imprese certificate a norma della OHSAS 18001 hanno una riduzione del premio INAIL pari al massimo al 10%

propongo di portare la riduzione al 50%!

Un altro punto importante su cui porre la nostra attenzione sta nel far riacquistare fiducia dei cittadini nei confronti della politica e dei politici: credo che ci sia la necessità di battere l’anti-politica con proposte concrete che metta in evidenza che il Partito Democratico esprime uomini che non fanno parte della casta. Spingerei quindi con forza su due proposte.
Una è la realizzazione dell’anagrafe pubblica degli eletti del tipo proposto ripetutamente dai radicali italiani. Il disegno di legge presentato al Senato dal PD nel dicembre del 2008 va in questa direzione ma è evidentemente ostacolato nel suo iter dalla resistenza della “vera” casta, come evidenziato dal fatto che ad oggi non è stato neppure calendarizzato.
La seconda è la estensione della regola introdotta in Regione Toscana relativamente al nepotismo nelle strutture sanitarie e che chiede di evitare che all’interno della stessa unità operativa o nello stesso dipartimento operino, in condizioni di subordinazione gerarchica, dipendenti uniti da determinati legami personali o familiari: coniugi, conviventi, parenti e affini fino al terzo grado. Credo che sarebbe opportuna e ben vista una estensione di questa regole in tutte le amministrazioni pubbliche e dovrebbe riguardare sia i dirigenti che gli amministratori eletti.
Ed ancora far partecipare i cittadini alla vita politica ed alle decisioni che si devono prendere attraverso le doparie, cioè le primarie da svolgersi dopo le elezioni sulle decisioni da prendere.

Queste sono alcune delle proposte sulle quali mi piacerebbe che si discutesse durante l’incontro del Lingotto per far ripartire, con proposte concrete, il cammino del Partito Democratico.

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