L’allarme e la paga

Francesco Giavazzi stamani sul Corriere della Sera scrive un interessante articolo sulle ragioni del perdurare della crisi economica e sulla ricetta sbagliata di Barak Obama e dell’amministrazione americana per uscirvi.
Dice Giavazzi alla fine del suo articolo

[…] occorre capire che il punto di partenza per risolvere la crisi sta nel riportare gli investitori in Borsa

Come è possibile che piccolo investitore che ha messo da parte i suoi risparmi possa fare questa cosa, quando sa che si trova in realtà in balia dei grandi investitori che “giocano” in borsa con cifre enormemente superiori alle sue e che condizionano il mercato ed i suoi prezzi in modo da lui non controllabile?
Sarò rimasto ad un’idea romantica del capitalismo, nel quale il capitale serve per costruire qualcosa che a sua volta creerà nuovo capitale; ma la speculazione finanziaria, che investe soldi con il solo scopo di generare nient’altro che altri soldi senza passaggi intermedi di costruzione di vera ricchezza, non mi convince, e mi chiedo come sia possibile pensare che si possano indurre i lavoratori ad investire in questo pozzo.
GIavazzi dice

[…] secondo alcuni storici dell’economia la depressione degli anni Trenta durò così a lungo anche perché il New Deal di Roosvelt diffuse dubbi sul futuro dell’economica di mercato e soffocò gli investimenti privati […]

Questi storici dicono anche che la politica del New Deal non è servita a niente e che la spinta ad uscire dalla grave crisi economica arrivò con l’inizio della Seconda Guerra Mondiale, che dette un fortissimo impulso all’economia riuscendo a raddoppiare il Prodotto Nazionale Lordo e riducendo la disoccupazione dal 14% al 2%.
Visto che non credo che ci sia qualcuno sano di mente che possa pensare di risolvere il problema scatenando la Terza Guerra Mondiale, forse l’attuale crisi si può risolvere investendo “a fondo perduto” (un po’ come si fa in una guerra) per la ristrutturazione della società. Servono proposte.
Il governo italiano, a parte dire come fa Giavazzi che non si deve spargere il pessimismo, che fa?

Io, intanto, una proposta l’ho avanzata qualche giorno fa: perché non investire per costruire un’alternativa ecologica alla produzione di energia?

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