È proprio una questione di populismo?

Christian Rocca scrive un intenso articolo sul Foglio del 26 marzo, riportato anche sul suo blog dal titolo La rabbia populista.
Innanzitutto ci sarebbe da intendersi sul significato della parola populista.
Il dizionario online del Corriere della Sera da della parola quattro significati; mi sento di poter affermare che la connotazione che Rocca da dell’aggettivo sia quella spregiativa, cioè di tteggiamento demagogico volto ad assecondare le aspettative del popolo, indipendentemente da ogni valutazione del loro contenuto, della loro opportunità.
E su questa connotazione della rabbia mi permetto di dissentire.
Qui non si tratta di cercare il capro espiatorio, che Rocca dice essere stato assegnato ai banchieri ed alle istituzioni finanziarie, ma non è questo il punto, mi pare. Il punto è, a mio parere, che i dirigenti delle grandi imprese e delle istituzioni finanziarie sembra non si ritengano in alcun modo responsabili del disastro finanziario in atto ed anzi, siccome hanno lavorato bene, si premiano con bonus ultramilionari. A me non sembra populista l’atteggiamento di coloro che chiedono che anche loro, e soprattutto loro, paghino le conseguenze di ciò che hanno contribuito a creare.
Io consiglierei a Rocca di leggersi La Paga dei Padroni di Gianni Dragoni e Giorgio Meletti. Secondo me potrebbe aiutare a cambiare il titolo dell’articolo in La rabbia popolare.

PierLuigi Mantini

Caro onorevole Mantini,
visto che lei è stato eletto con i miei voti, anche se io non ho potuto scegliere, e vista la sua decisione di lasciare il partito che l’ha fatta eleggere, credo sarebbe un segno inequivocabile di stile, che so non farle difetto, se lei si dimettesse anche da deputato.

Valter Ballantini, elettore del PD

È la stessa persona?

Ieri sera Fabio Fazio chiede a Romano Prodi di aiutarlo a capire da cosa è nata la crisi.

In ogni Paese, a cominciare dagli Stati Uniti, Spagna e Gran Bretagna, per dare una casa a tutti è cominciata una politica di mutui assolutamente facili: il 100% a qualsiasi persona che chiedesse il mutuo, senza chiedere tante garanzie. Non solo. Pensi, lei comprava una casa a 300 mila dollari, ad esempio, poi nel suo quartiere aumentava il prezzo delle abitazioni e la sua casa andava a 400 mila dollari; le davano altri 100 mila dollari di credito sul valore nuovo della casa e lei si comprava con questo l’automobile, li spendeva come voleva. Dopodiché, le banche che erano piene di questa carta, la dovevano poi collocare perché non avevano i mezzi sufficienti per fare altri mutui. Così hanno fatto questo impacchetamento ed hanno cominciato a venderle

Come detto argutamente qualcuno, anche ieri sera, si è fatto il credito sul debito. Bella trovata.

Sapete chi ha detto nel 2003 Rilanciare i consumi ipotecando le case? Ebbene si, lo stesso che qualche mese fa ha detto che la crisi deriva dal fatto che mentre quando lui studiava economia c’erano solo azioni, obbligazioni e convertibili, oggi ci sono prodotti costruiti sul nulla, potremmo dire strumenti di finanza creativa, cioè quelli che lui ha cercato di introdurre per primo in Italia. Grazie al cielo pochi l’hanno seguito.

Chi è stato?

In un’intervista ad Augusto Minzolini su La Stampa, B dice, manifestando il solito fastidio per i fastidiosi magistrati:

«Ho letto che i dirigenti dell’Impregilo sono stati condannati a 5 anni per irregolarità nello stoccaggio dei materiali rimossi per la costruzione del tratto dell’altà velocità tra Bologna e Firenze. Roba da matti. C’è una situazione patologica.»

Quella condanna arriva in seguito alla violazione del D.Lgs. 152/2006, testo unico ambientale, che riguarda anche i rifiuti.
Sapete chi è il firmatario di quel decreto?
Per favore leggetelo a pagina 170 del testo del provvedimento.