Ieri ho letto con grande partecipazione il libro di Edoardo Nesi, Storia della mia gente. E capisco anche il motivo per cui il libro ha vinto il premio Strega 2011. È un bel libro.
Ne sono rimasto molto colpito, perché al di là della storia molto ben raccontata, questo è un libro che ci invita a riflettere sui destini dell’Italia e dell’economia. Un’economia fondata sulla miriade di microaziende che non stanno reggendo all’impatto dell’economia globale che schiaccia i nostri piccoli imprenditori.
Nesi distribuisce la responsabilità di questo stato di fatti a molti: dagli economisti nostrani che hanno spinto in una direzione senza rendersi conto delle conseguenze che le loro teorie potevano avere nel nostro mondo, agli imprenditori dei grossi marchi che strozzano letteralmente i piccoli artigiani mettendoli in concorrenza spietata tra loro e rivolgendosi infine ai mercati esteri meno cari, alle regole assurde del made in Italy che permettono di fregiarsi del marchio anche se una sola delle lavorazioni che hanno portato alla produzione di uel certo prodotto è fatta in Italia, ecc.
Mi chiedo però, come ho già fatto in passato, se non ci sia anche una responsabilità personale dei microimprenditori italiani. In fondo anche Nesi, nella descrizione della manifestazione che si svolge a Prato per denunciare la situazione si rende conto che tutti hanno sempre e solo pensato al loro e non abbiano mai avuto una visione globale.
Ma come fare a non riflettere sul fatto che le grandi firme della moda e del lusso (visto che le imprese di cui Nesi parla sono quelle tessili di Prato) che fanno pagare le loro creazioni un occhio della testa, stiano poi a micragnare sul prezzo di un tessuto sui quali faranno poi ricarichi esorbitanti? Ricorda quello che succede ai nostri agricoltori che sono costretti a vendere i loro prodotti a prezzi bassissimi per poi rivederli nei mercati e nei supermercati a prezzi aumentati del 4-500%.
E i nostri grandi economisti di oggi, i presidenti della Bocconi, di Bankitalia e di Mediobanca, per non parlare della nostra grande classe politica che troppo spesso pende dalle loro labbra invece che governare la situazione e risolvere i problemi, quale ricetta hanno per risollevare le sorti del sistema produttivo italiano? A cosa si applicano?
Leggo di tante recensioni negative su Storie della mia gente, ma secondo me un libro che fa riflettere e vedere le cose da un punto di vista originale, perché poco rappresentato, si merita di essere letto.